Quesito del giorno

Dovunque

D'ovunque

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La forma corretta è "DOVUNQUE", composta da "dove" e dall'elemento -unque, e non, come spesso si crede, dalla forma "ovunque" preceduta dalla preposizione "di". "Dovunque" si scrive quindo tutto attaccato. Ecco ciò che dice in proposito il linguista Aldo Gabrielli:

Avverbio di luogo, vale propriamente “in qualunque luogo dove…”; ed è relativo, regge sempre un verbo; sarà quindi bene usato in frasi come: “Dovunque c’è un fiume c’è nebbia”; “Lo troverò dovunque io vada” e simili. Molti invece lo usano malamente nel significato compiuto di “dappertutto, in ogni luogo”; per esempio: “Lo troverò dovunque”; “Dovunque era solitudine”; diremo: “Lo trovo in ogni luogo”; “Dappertutto era solitudine”. Sono sottigliezze, ma costa poca fatica rispettarle. E lo stesso dicasi per ‘ovunque’, che ha il medesimo significato.


Dappoco

Da poco

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Entrambe le forme sono corrette; per spiegare bene l'uso della grafia di questo aggettivo, ci serviamo delle parole del celebre linguista Aldo Gabrielli:

«Meglio scriverlo tutt’attaccato quando si riferisce a una persona: Gli uomini dappoco; Chi è dappoco, se perde lo stato, non ha di che dolersi (Boccaccio); Letto e fuoco fan l’uom dappoco e simili. Parlando di cose, invece, sempre staccato: Son cose da poco; Non ti crucciare per un fatto così da poco e simili. Sempre staccato, naturalmente, in senso temporale: L’ho visto da poco, sottinteso tempo. Come sostantivo, sempre attaccato: Sei un gran dappoco; disprezzo i falsi e i dappoco (...)».


Stomaci

Stomachi

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Il plurale della parola "stomaco" è STOMACI, non "stomachi", anche se alcuni dizionari accettano entrambe le forme

Bisogna dunque attenersi alla pronuncia palatale, cioè dolce, per formare il plurale di questo vocabolo (la stessa regola è valida, ad esempio, per parroco, farmaco, intrinseco, manico...).

Il vocabolo deriva dal latino stŏmăchus, che, a sua volta, risale al greco στόμαχος (=gola, stomaco).


Quand'è

Quando è

Quand è

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Le forme corrette sono quella intera "quando è" e quella elisa "quand'è".  

Es.: Quand'è ( o "quando è") la festa?

In "quand'è", infatti, si verifica il fenomeno dell'elisione, diversamente da "qual è", dove non occorre l'apostrofo in quanto si tratta di apocope (o troncamento).


Soprammenzionato

Sopramenzionato

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La preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannome, ecc...

Questa regola è valida pure per SOPRAMMEZIONATO, che, infatti, si scrive con 2 M. Tuttavia, anche la forma con una sola M è corretta e accettata da tutti i dizionari. Dunque... a voi la scelta!


Aerosol

Aereosol

Areosol

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Si scrive "AEROSOL". Tutte le altre forme sono errate. Il vocabolo è composto da aero-  + sol(uzione). Il prefisso aero- indica qualcosa che riguarda l'aria e deriva dal greco ἀήρ, ἀέρος. Molte parole italiane cominciano con questo prefisso: aeronautica, aerosol, aerostato, aeroporto, aeriforme...


Disfànno

Dìsfano

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Entrambe le forme sono ormai accettate. Disfànno è la forma che segue le regole della grammatica; il verbo disfare, infatti, è un composto del verbo fare e, come tale, dovrebbe seguire le forme del verbo originario. Si dovrebbe quindi scrivere disfànno, disfaccio, disfacciamo, disfacevo, disfarò...

Ma l'uso ha finito con il diffondere alcune forme che non seguono le leggi grammaticali: dìsfo, disfiàmo, disferò, dìsfano...


Impegnativo

Impegniativo

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Il grupo “gn” non è mai seguito dalla “i” tranne in questi casi:

  1. nella parola "compagnia";
  2. nella prima persona plurale del presente indicativo e nella prima e seconda persona plurale del congiuntivo presente dei verbi che all’infinito terminano in –gnare, -gnere, -ignire.

Per tale motivo la corretta grafia di quest'aggettivo è "impegnativo".


Ebete

Ebbete

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La corretta grafia di questo vocabolo è "EBETE". L'ebete è una persona ottusa di mente, un po' idiota ed imbecille.

Il termine deriva dal latino hebĕtem (= spuntato, ottuso, quindi sciocco), a sua volta derivato dal verbo hebēre (= essere smussato, intontirsi).


Accezione

Accezzione

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, dovete scrivere addizione, sottrazione e colazione, non addizzione, sottrazzione e colazzione; lo stesso vale per accezione

Consultando qualunque dizionario, potrete constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


Ruffiano

Rufiano

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La corretta grafia di questo vocabolo è "RUFFIANO".  Il ruffiano è una persona che adula e blandisce per ottenere favori.

L'etimologia del vocabolo è incerta e controversa; potrebbe derivare dal latino rufianus (=dai capelli rossi), derivato di rufus (=rosso).


Contraddiceva

Contraddiva

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Contraddire è un composto del verbo dire. Per questo motivo si coniuga come questo verbo (la stessa regola è valida per i verbi maledire, benedire).

L'imperfetto del verbo dire è "io dicevo, tu dicevi..."; di conseguenza l'imperfetto del verbo contraddire è "io contraddicevo, tu contraddicevi...". Il passato remoto è "io contraddissi, tu contraddicesti, egli contraddisse...".

Le forme contraddivo, contraddivi... sono forme popolari che, a differenza delle forme "maledivo, maledivi", non sono accettate dalle grammatiche.


Aerare

Aereare

Areare

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La forma più comune del verbo è "AERARE". Meno comune ma corretta è la grafia "aereare", diversamente da "areare", che è una forma scorretta e quindi da evitare.

Il verbo deriva da "aere", a sua volta derivato dal latino āēr āĕris. La coniugazione dell'indicativo presente è quindi "io àero o aèreo, tu àeri o aèrei...".


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