Soprannaturale

Sopranaturale

Sovrannaturale

Approfondimenti

La preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannaturale, ecc...

Ecco perché bisogna scrivere SOPRANNATURALE, con due N. Anche se meno diffuso, è possibile scrivere sovrannaturale.


Segniamo

Segnamo

Approfondimenti

La "i" è obbligatoria, in quanto parte integrante della desinenza.

La desinenza della prima persona plurale dell'indicativo presente, infatti, è -iamo (noi dormiamo, noi mangiamo, noi lavoriamo, noi giochiamo ecc...).

La "i" in questione appartiene alla desinenza verbale e non può essere eliminata. Dunque scriveremo SEGNIAMO.

La stessa regola è valida per la prima e la seconda persona plurale del congiuntivo presente: che noi segniamo, che voi segniate.


Sopraccitato

Sopracitato

Approfondimenti

La preposizione "sopra" (o sovra-), usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannome, sopraccitato, ecc...

Tuttavia, la forma "sopracitato", con una sola C, è ammessa da tutti i vocabolari.


Decina

Diecina

Approfondimenti

Sono ammesse entrambe le forme, ma DECINA è senza dubbio la variante più diffusa.

Per la parola DECINA/DIECINA entra in ballo la regola del DITTONGO MOBILE: si definiscono dittonghi mobili i dittonghi «ie» e «uo», che rimangono tali se su loro cade l’accento tonico; sono "mobili" perché, in alcune parole appartenenti alla stessa famiglia, il dittongo si contrae in una vocale (rispettivamente «e» e «o») quando l’accento passa su un’altra sillaba o è seguito da due consonanti.

Ecco alcuni esempi di dittonghi mobili:

  • «dci», ma «decìna, decènnio»;
  • «pde», ma «pedèstre, pedàta»;
  • «bno», ma «bonàrio, bontà»;
  • «fco», ma «focòso, focolàre».

Nella parola "decina" l'accento cade sulla i. Dunque, secondo la regola del dittongo mobile, il dittongo "ie" del numero "dieci" si trasforma nella vocale E.


Arrivederci

A rivederci

Approfondimenti

Si scrive ARRIVEDERCI. La grafia "a rivederci" non è errata, ma oggi è meno comune e usuale.

Una cosa è certa: arrivederci è "più giovane" e deriva dalla più vecchia locuzione "a rivederci".

Arrivederci è un saluto formale per augurare di rivedersi.


Buondì

Buon dì

Approfondimenti

Entrambe le forme sono corrette: si può scrivere sia buondì sia buon dì.

Buondì è una formula di saluto e di augurio che si usa al mattino ed è uguale a "buongiorno".

Personalmente preferiamo la forma univerbata buondì, che è pure la prima variante indicata nei vocabolari.


Se potessi

Se potrei

Approfondimenti

Se potevo, non andavo → ERRATA!! Si scrive: Se avessi potuto, non sarei andato.

Se potrei, te lo darei → ERRATA!! Si scrive: Se potessi te lo darei.

Questi sono errori che fanno davvero "accapponare la pelle". Dopo il "SE" (intesa come preposizione condizionale del periodo ipotetico) non può mai esserci il verbo al condizionale. Dopo il "SE" ci vogliono i cosiddetti "SASSI", cioé i congiuntivi imperfetti (ormai tanto bistrattati nella nostra cara lingua italiana), così chiamati per ricordare la loro comune peculiarità, cioé la doppia "S" (se fossi, se mangiassi, se potessi, se dormissi, se studiassi...).

Es.: Se studiassi, prenderei un buon voto.

      Se prendessi la medicina, starei subito meglio.

Questi sono periodi ipotetici del 2° tipo, cioé della POSSIBILITA'.

In italiano abbiamo tre periodi ipotetici:

1) REALTA': l’ipotesi è presentata come un fatto reale o comunque plausibile:

  • se+Indicativo presente (PROTASI) + indicativo presente (APODOSI o PROPOSIZIONE PRINCIPALE) → se mi aspetti, vengo con te;
  • se+indicativo presente + indicativo futuro → se ora mangio, mi sentirò meglio;
  • se+indicativo futuro + indicativo futuro → se verrò alla festa, ti avvertirò;
  • se+indicativo passato + indicativo futuro → se hai obbedito alla mamma, ti premierà.

2) POSSIBILITA': l’ipotesi è presentata come possibile, perché il fatto potrebbe o non potrebbe accadere:

  • se+congiuntivo imperfetto (PROTASI) + condizionale presente (APODOSI) → se studiassi, prenderei un buon voto.

3) IRREALTA': si usa per esprimere un'ipotesi irreale:

  • se+congiuntivo trapassato (PROTASI) + condizionale passato (APODOSI) → se mi fossi coperto bene, non mi sarei ammalato.

Per amore di completezza, vi ricordiamo che la sequenza "se + verbo al condizionale" è possibile in contesti diversi dal periodo ipotetico:

  • in un'interrogativa indiretta → non so se avrei il coraggio di affrontarlo;
  • quando il condizionale passato ha funzione di "futuro nel passato" → mi chiese se avrei avuto il coraggio di affrontarlo (in futuro).

Scarica l'APP di
Come si scrive?

Come si scrive una lettera formale?


Prova il QUIZ di "Come si scrive?" e dimostra di essere un campione!