Addosso

A dosso

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Si scrive addosso, non "a dosso" staccato. La preposizione "a", quando è usata come prefisso per comporre parole, richiede il raddoppiamento della consonante a cui si unisce: a + canto = accanto; a + torno = attorno; a + dosso = addosso. La forma staccata "a dosso" è una forma antica ormai non in uso, mentre la forma unita con una sola "d" "adosso" è del tutto errata.


Soffrire

Sofrire

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Dal latino suffèrre (composto da sub = sotto e fèrre = portare sotto), si scrive soffrìre.


Caffè

Caffé

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La e finale della parola caffè si scrive con l'accento grave. Per quel che riguarda le parole tronche che terminano con la vocale "e", si può avere l’accento acuto, come nel caso di poiché, perché, finché (in questo caso la "E" è chiusa) o l’accento grave, ad esempio negli esotismi di antica acquisizione come caffè e (la "E" è aperta). Nelle parole tronche che terminano con le vocali a, i, o, u (libertà, martedì, però, virtù) l’accento è sempre grave.


Lancerò

Lancierò

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I verbi con l’infinito in -ciare, -giare e -sciare (baciare, mangiare, lasciare) davanti alla E e alla I perdono la «i» della radice.

Si scrive quindi "lancerò" e non "lancierò"; idem per "lancerete, lanceremo" (non "lancierete, lancieremo").


Sono atterrato

Ho atterrato

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Il verbo atterrare può essere transitivo e intransitivo. Con valore transitivo, richiede l'ausiliare avere e ha il significato di "gettare a terra". Es.: Ha atterrato l'avversario.

Se è intransitivo significa "giungere a terra" e può avere l'ausiliare essere (preferibile) o avere.  Es.: L'aereo è atterrato alle 11 di sera (o "l'aereo ha atterrato alle undici di sera"). Quando il soggetto è un essere umano, prevale l'uso dell'ausiliare essere. Es.: Sono atterrata a Torino.


Sonnolente

Sonnolento

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Entrambe le forme sono corrette. Sonnolente è una forma più antica. L'aggettivo deriva dal latino somnolentus, composto da somnus + lentus e può significare: "pieno di sonno", "pigro" e "che provoca sonno".


Ventitré

Ventitre

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Il numero "ventitré" si scrive con l’accento acuto sulla "e" finale, anche se il numero "tre" da solo non è accentato. Questa regola è valida per tutti i composti del numero tre, come trentatré, cinquantatré e così via all’infinito.


Audience

Odiens

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Audience è un forestierismo inglese. Un sinonimo italiano del vocabolo è la parola ascoltatori (o spettatori di un determinato programma trasmesso da un mezzo di comunicazione). 

Scrivere odiens è quindi sbagliato, anche se tra il 1988 e il 1989, su Canale 5, venne trasmessa una trasmissione intitolata Odiens. Il titolo della trasmissione è evidentemente una storpiatura della parola audience, ma è anche da intendersi come parola latina, significante colui che odia.


Halloween

Hallowen

Haloween

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La notte della vigilia di Ognissanti, nella tradizione popolare anglosassone, viene chiamata notte di halloween (la pronuncia è ˈhä′louiin). Il vocabolo, in prestito dalla lingua inglese, è l'unione di All Hallow Even (sera di tutti i santi).


Attrezzi

Atrezzi

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Si scrive attrezzi con due -t e due -z. Il vocabolo è il risultato della composizione delle parole latine ad (verso) e tractare (ovvero trascinare o tirare con violenza).


Disdire

Disdettare

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Entrambi i verbi sono corretti, tuttavia è preferibile utilizzare il verbo disdire, maggiormente diffuso rispetto al verbo disdettare.


Comfort

Confort

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Entrambe le forme sono corrette. Comfort, la forma più diffusa, è un forestierismo inglese (che vuol dire 'comodità, agio'), confort, è invece il corrispettivo francese di comfort. Anche per quel che riguarda la pronuncia in italiano è più diffusa quella inglese, in cui l'accento cade sulla prima sillaba (còmfort).


Assorbe

Assorbisce

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Il verbo assorbìre presenta due forme alternanti con o senza il suffisso -isc-. Sebbene non sia sbagliato scrivere assorbisce ne sconsigliamo l'utilizzo poiché tale forma è desueta. Meglio scrivere assorbe. Per fare maggior chiarezza sull'argomento coniughiamo l'indicativo presente del verbo assorbire: io assorb(isc)o, tu assorb(isc)i, egli assorb(isc)e, noi assorbiamo, voi assorbite, essi assorb(isc)ono.


Bolle

Bollisce

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Bollìre non è un verbo sovrabbondante (verbi che hanno più forme per gli stessi tempi e persone), per cui è corretto scrivere "l'acqua bolle" e non "l'acqua bollisce". Per fare maggior chiarezza sull'argomento coniughiamo l'indicativo presente del verbo bollire, alcune forme possono risultare ambigue, nonostante tutto sono le uniche corrette: io bollo, tu bolli, egli bolle, noi bolliamo, voi bollite, essi bollono.


Trasloco

Traslogo

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Si scrive traslòco con la lettera -c. Il verbo traslocare deriva dal verbo latino locare (porre in un luogo) prefisso dalla particella tras = trans (al di là).


Appiccicoso

Appicicoso

Apiccicoso

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Appiccicóso è un aggettivo che deriva dal verbo appiccicare. L'aggettivo è il risultato della composizione delle parole latine ad picis (ovvero la pece).


Mangerò

Mangierò

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I verbi con l’infinito in -ciare, -giare e -sciare (bruciare, mangiare, lasciare) davanti alla E e alla I perdono la «i» della radice. Si scrive quindi mangerò e non mangierò, così come mangerete (non mangierete).

Per rinfrescare la memoria coniughiamo il futuro semplice del verbo mangiare: io mangerò, tu mangerai, egli mangerà, noi mangeremo, voi mangerete, essi mangeranno.


Chaise-Longue

Sceslong

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La chaise-longue è una poltrona allungata dotata di un appoggio rialzato per la testa e viene anche detta greppina o cislonga. Il termine è un forestierismo proveniente dalla lingua francese, la cui traduzione letterale in italiano è seggiola lunga.


Mannaggia

Managgia

Mannagia

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L'esclamazione mannàggia si scrive con due -n e due -g. L’interiezione è particolarmente diffusa in tutta l'Italia centro-meridionale ed è utilizzata sia come imprecazione contro qualcuno o qualcosa, sia come esclamazione di sfogo o di disappunto. Mannaggia deriva, per sincope, da un'altra interiezione, malannaggia «abbia il malanno» - di uso per lo più letterario: malannaggia la furia! (Manzoni); malannaggia l'anima tua! (Verga) -, a sua volta composta di malanno e aggia (forma meridionale di abbia, congiuntivo di avere).


Discesa

Disciesa

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Si scrive discésa. Il termine deriva dal latino descensa, femminile di descensus, il quale, a sua volta, rappresenta il participio passato del verbo descendere (discendere).


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