Sindrome di Down

Sindrome di Dawn

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Si scrive Sindrome di Down. L'origine del nome non ha nulla a che vedere con il termine inglese down (sotto, giù), né, tantomeno, con il termine, sempre inglese, dawn (alba). La sindrome, invece, deve il proprio nome a John Langdon Down, un medico inglese che descrisse la condizione nel 1866.


Convalescenza

Convalescienza

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La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; si scrive quindi CONVALESCENZA.

Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…);
  4. il sostantivo SCIENZA e le parole derivate (scienziato, fantascienza, onniscienza, scientifico…).

Convalescènza deriva deriva dal verbo latino convalescĕre (rinvigorire,ristabilirsi in salute)


Nacque

Naque

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Provate ad ascoltare o a ripetere una parola con il suono CU e, immediatamente dopo, una parola con il suono QU. Vi renderete immediatamente conto che i due suoni sono identici tra loro. Questo è il motivo per cui i vocaboli che contengono tali suoni fanno sorgere in noi molti dubbi quando siamo costretti a scriverli. Proviamo a rivedere le regole delle parole che contengono “qu”, “cu” e “cqu” in modo da risolvere e cancellare ogni dubbio:

  1. "Q" è sempre seguita dalla "u" e da un'altra vocale (mai da consonante). Avremo dunque le sillabe: qua, que, qui, quo (es.: quadro, quaderno, squillo, squalo, Quaresima, quesito...);
  2. all'inizio di una parola si usa sempre la forma "QU" (vd. esempi precedenti). Fate attenzione alle 5 parole che fanno eccezione a questa regola (cui, cuocere, cuore, cuoco, cuoio);
  3. la grafia corretta è "CU" se dopo la vocale "u" c'è una consonante (cura, cucina, cugina...). Esistono alcuni vocaboli che, per nostra sfortuna, non rispettano questa regola, complicandoci parecchio le cose! Ve ne elenchiamo un po': cospicuo, scuoiare, arcuato, scuola, percuotere, scuotere, promiscuo, riscuotere, circuito, acuire, innocuo...;
  4. si scrivono con "CQU” la parola acqua e tutti i suoi derivati (acquolina, acquazzone, acquario, acquedotto, risciacquare...), il verbo acquistare, la prima e la terza persona singolare nonché la terza persona plurale del passato remoto dei verbi nascere, tacere, piacere, giacere, nuocere (io nacqui, egli nacque, essi nacquero, io tacqui, egli tacque, essi tacquero, io piacqui, egli piacque, essi piacquero, io giacqui, egli giacque, essi giacquero, io nocqui, egli nocque, essi nocquero).

Dunque, ricapitolando, "nacque" rientra nella regola n. 4 e si scrive con CQU. Non scrivete mai Naque, a meno che non vogliate riferirvi ad una piccola città brasiliana.


Schizzinoso

Schizzignoso

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Si scrive SCHIZZINOSO. Schizzignoso è una forma popolare da evitare nella lingua scritta.

L'enciclopedia Treccani riporta la seguente spiegazione sull'etimologia dell'aggettivo: «prob. der. del settentr. schizza «naso schiacciato, rincagnato», schizzo e schizza «persona che ha tale naso» (der. del dial. schizzar «schiacciare»)».


Mosce

Moscie

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La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; scriveremo quindi MOSCE ​(plurale di moscia). Strano a dirsi ma, la ricerca della parola moscie su google produce ben 2.920.000 risultati, mosce, invece, "solamente" 92.200 risultati.

Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…);
  4. il sostantivo SCIENZA e le parole derivate (scienziato, fantascienza, onniscienza, onnisciente…).

Gaffe

Gaf

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Questo vocabolo è un forestierismo proveniente dalla lingua francese e indica un'azione o espressione inopportuna che genera imbarazzo. Il vocabolo in italiano mantiene la grafia francese "gaffe" ed è un sostantivo femminile invariabile (= ha una sola forma per singolare e plurale).


Espansione

Espanzione

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Si scrive solo ESPANSIONE, con la s. Il vocabolo deriva dal verbo latino expandere, il cui participio passato è expansus.

Attenzione a non farsi trarre in inganno dalla pronuncia con la z (espanzione) tipica dei dialetti di alcune regioni italiane.


Fon

Phon

Fono

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Qual è il sinonimo del vocabolo "asciugacapelli"? In Italia si usa chiamarlo e venderlo anche come "phon" o "fon".

Secondo molti, il nome fon (o "phon") deriva dal vocabolo fön (in italiano noto anche come “favonio” e in piemontese “feun”), un vento secco e caldo della regione alpina che soffia da ponente, a sua volta derivante dal tedesco föhn (e non dall'inglese, come molti erroneamente credono). Se è questa la corretta etimologia del vocabolo, è più corretto utilizzare la grafia "fon". La variante "phon" è in realtà meno corretta, ma è ormai entrata nell'uso comune.

La variante FONO è errata ed è tipica dei dialetti di alcune regioni.


Pancetta

Pancietta

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La formazione dei diminutivi (con i suffissi –etto, –etta, –etti, –ette) di  parole nel cui tema è presente la vocale i (es.: valigia, camicia, pancia, ecc...) è spesso fonte di dubbi.

Nella formazione del diminutivo, la i, puro segno grafico, non è necessaria per conservare il suono palatale alla consonante c.

Per questo motivo si scrive PANCETTA.


Sottrazione

Sottrazzione

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, dovete scrivere addizione, sottrazione, colazione e correzione, non addizzione, sottrazzione, colazzione e correzzione.

Consultando qualunque dizionario, potrete constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


Progettazione

Progettazzione

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, dovete scrivere progettazione, sottrazione, colazione e correzione, non progettazzione, sottrazzione, colazzione e correzzione.

Consultando qualunque dizionario, potrete constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


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