Dirigente

Dirigiente

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Dirigènte è il participio presente di dirigere (dal latino dirigere). Il vocabolo viene utilizzato sia come aggettivo sia come sostantivo maschile e femminile. Il prefisso del termine è dirig- mentre il suffisso, uguale per tutti i participi presenti, è -ente, motivo per cui va scritto senza la -i tra prefisso e suffisso.


Gotha

Ghota

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Quando scriviamo gotha ci riferiamo alle persone più in vista, più influenti, più importanti in un settore d'attività (es. alla riunione parteciperà tutto il gotha della finanza). La parola (sostantivo maschile invariabile) deriva dal nome di una città tedesca: Gotha.


Hostess

Hostes

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L'assistente di volo femminile è più comunemente conosciuta come hostess. Il vocabolo è un forestierismo (= vocabolo, locuzione o altra costruzione linguistica importata da un'altra lingua) derivato dalla lingua inglese e in italiano è un sostantivo femminile invariato, motivo per cui al plurale si scrive le hostess.


Acacie

Acace

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Acacie o acace?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di acàcia è ACÀCIE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque malvagie, camicie, ciliegie, micie, valigie, sudicie, acacie...;    
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque arance, province, pronunce, gocce, bolge, frange, querce...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...


Querce

Quercie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Querce o quercie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di quercia è QUERCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque malvagie, camicie, ciliegie, micie, valigie, sudicie...;    
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque arance, province, pronunce, gocce, bolge, frange, querce...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale termineranno sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...


Ascella

Asciella

Approfondimenti

La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; bisogna quindi scrivere ASCELLA.

Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…);
  4. il sostantivo SCIENZA e le parole derivate (scienziato, fantascienza, onniscienza, scientifico…).

Ascella deriva deriva dal latino axĭlla, diminutivo di āla (=ala).


Mascella

Masciella

Approfondimenti

La sillaba SCE si scrive sempre (o quasi) senza I; bisogna quindi scrivere MASCELLA.

Alcune parole costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…);
  4. il sostantivo SCIENZA e le parole derivate (scienziato, fantascienza, onniscienza, scientifico…).

Mascella deriva deriva dal latino maxĭlla, diminutivo di mala (=mascella).


Saccocce

Saccoccie

Approfondimenti

Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Saccocce o Saccoccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di saccoccia è SACCOCCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie...;
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque saccocce, pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce...


Rosticciere

Rosticcere

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Si scrive ROSTICCIERE. Questo è un vocabolo indicante un mestiere e, come tale, termina con il suffisso -iere (come cameriere, pasticciere, barbiere, artificiere...). I dizionari, tuttavia, ammettono e considerano corretta anche la forma senza i "rosticcere".


Brioche

Briosc

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Si scrive "brioche". Questo vocabolo è un forestierismo (= vocabolo, locuzione o altra costruzione linguistica importata da un'altra lingua) derivato dalla lingua francese.

In italiano è un sostantivo femminile invariato.


Steward

Stewart

Stuard

Stuart

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Si scrive steward (e si pronuncia stiùard). Il termine appartiene alla lingua inglese. Nell'inglese antico la parola steward si scriveva stiward o stigweard, dove con stig si voleva indicare una parte della casa e con weard la figura del guardiano. In italiano al plurale è preferibile scrivere gli steward, anche se scrivere gli stewards è comunque corretto.

Significato: Assistente di volo, per estensione addetto a funzioni analoghe in altre occasioni.


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