Tutti e due

Tutt'e due

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Entrambe le grafie sono corrette; l'importante è che si faccia riferimento a due sostantivi entrambi maschili o uno maschile e l'altro femminile. Nel caso di due sostantivi femminili, scriveremo "tutte e due" o "tutt'e due".


Sinora

Sin'ora

Sin ora

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Nell'italiano contemporaneo si scrive SINORA, con univerbazione.

La grafia sin'ora è del tutto errata, poichè siamo in presenza di un TRONCAMENTO che, come sappiamo, non vuole l'apostrofo (come qual è, buon anno, ecc..).

La grafia sin ora, senza apostrofo, rispetta le regole grammaticali dell'italiano, ma è ormai antiquata e scarsamente diffusa. Più comune è la variante "sino a(d) ora".


Cumulare

Accumulare

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Entrambe le forme sono corrette. L'Enciclopedia Treccani, sotto il verbo "cumulare", scrive: "Mettere insieme più cose, facendone un cumulo; ammassare". Il verbo "cumulare" è usato soprattutto in senso figurato, mentre, in senso proprio, è più comune il verbo "accumulare", che indica il mettere insieme a poco a poco e in grande quantità.


Assocerai

Associerai

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I verbi con l’infinito in -ciare, -giare e -sciare (abbracciare, mangiare, associare) davanti alla E e alla I perdono la «i» della radice.

Si scrive quindi "assocerai" e non "associerai".


Per di più

Perdipiù

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La corretta grafia di questa congiunzione è "per di più". La grafia univerbata è errata.


Andare a fondo

Andare affondo

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Entrambe le forme sono accettate. Bisogna ammettere, però, che la locuzione "a fondo" è senz'altro più usata dell'avverbio affondo. Personalmente noi la consigliamo!
Affondo, infatti, oltre che un avverbio, può essere la prima persona singolare dell'indicativo presente del verbo affondare (io affondo) e può avere anche la funzione di sostantivo maschile.


Cagnolino

Cagniolino

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Sto

Stò

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La forma "stò" non esiste! Sempre più frequentemente, soprattutto nei social-network, capita di leggere "stò", ma chi lo fa sbaglia e commette un grave errore.

La prima persona singolare dell'indicativo presente del verbo stare è solo "STO", senza accento.

Es.: Non sto molto bene (non "non stò molto bene").


Pover'uomo

Pover uomo

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La forma corretta è "POVER'UOMO", con l'apostrofo. Si tratta infatti di un'elisione, non di troncamento.

È corretta ed ammessa anche la forma univerbata "poveruomo".


Possieda

Possegga

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Per la seconda e la terza persona singolare del congiuntivo presente del verbo "possedere" sono ammesse due forme, ugualmente corrette "che tu possieda, possegga" e "che egli possieda, possegga". Lo stesso vale per la terza persona plurale "che essi possiedano, posseggano".


Ticket

Tiket

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Si scrive ticket. Il vocabolo è un forestierismo inglese utilizzato come sinonimo di biglietto e scontrino. Per il plurale è possibile scrivere tickets (plurale originale) o ticket con o senza la lettera s finale.


Fu

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"Fu" senza l'accento è la forma corretta. "Fù" con l'accento è un grave errore ortografico da evitare.

Es.: Fu davvero contento di vedermi.


Dovunque

D'ovunque

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La forma corretta è "DOVUNQUE", composta da "dove" e dall'elemento -unque, e non, come spesso si crede, dalla forma "ovunque" preceduta dalla preposizione "di". "Dovunque" si scrive quindo tutto attaccato. Ecco ciò che dice in proposito il linguista Aldo Gabrielli:

Avverbio di luogo, vale propriamente “in qualunque luogo dove…”; ed è relativo, regge sempre un verbo; sarà quindi bene usato in frasi come: “Dovunque c’è un fiume c’è nebbia”; “Lo troverò dovunque io vada” e simili. Molti invece lo usano malamente nel significato compiuto di “dappertutto, in ogni luogo”; per esempio: “Lo troverò dovunque”; “Dovunque era solitudine”; diremo: “Lo trovo in ogni luogo”; “Dappertutto era solitudine”. Sono sottigliezze, ma costa poca fatica rispettarle. E lo stesso dicasi per ‘ovunque’, che ha il medesimo significato.


Chierichetto

Chirichetto

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Si scrive "chierichétto", non "chirichetto"; il vocabolo, infatti, è un diminutivo di "chierico". Il chierichetto è il ragazzino che serve all'altare durante le celebrazioni liturgiche.


Dappoco

Da poco

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Entrambe le forme sono corrette; per spiegare bene l'uso della grafia di questo aggettivo, ci serviamo delle parole del celebre linguista Aldo Gabrielli:

«Meglio scriverlo tutt’attaccato quando si riferisce a una persona: Gli uomini dappoco; Chi è dappoco, se perde lo stato, non ha di che dolersi (Boccaccio); Letto e fuoco fan l’uom dappoco e simili. Parlando di cose, invece, sempre staccato: Son cose da poco; Non ti crucciare per un fatto così da poco e simili. Sempre staccato, naturalmente, in senso temporale: L’ho visto da poco, sottinteso tempo. Come sostantivo, sempre attaccato: Sei un gran dappoco; disprezzo i falsi e i dappoco (...)».


Stomaci

Stomachi

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Il plurale della parola "stomaco" è STOMACI, non "stomachi", anche se alcuni dizionari accettano entrambe le forme

Bisogna dunque attenersi alla pronuncia palatale, cioè dolce, per formare il plurale di questo vocabolo (la stessa regola è valida, ad esempio, per parroco, farmaco, intrinseco, manico...).

Il vocabolo deriva dal latino stŏmăchus, che, a sua volta, risale al greco στόμαχος (=gola, stomaco).


Impanata

Panata

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Le due forme sono entrambe corrette e ugualmete accettate dai dizionari. L'aggettivo significa "cosparso di pangrattato".


Quand'è

Quando è

Quand è

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Le forme corrette sono quella intera "quando è" e quella elisa "quand'è".  

Es.: Quand'è ( o "quando è") la festa?

In "quand'è", infatti, si verifica il fenomeno dell'elisione, diversamente da "qual è", dove non occorre l'apostrofo in quanto si tratta di apocope (o troncamento).


Soprammenzionato

Sopramenzionato

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La preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannome, ecc...

Questa regola è valida pure per SOPRAMMEZIONATO, che, infatti, si scrive con 2 M. Tuttavia, anche la forma con una sola M è corretta e accettata da tutti i dizionari. Dunque... a voi la scelta!


Aerosol

Aereosol

Areosol

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Si scrive "AEROSOL". Tutte le altre forme sono errate. Il vocabolo è composto da aero-  + sol(uzione). Il prefisso aero- indica qualcosa che riguarda l'aria e deriva dal greco ἀήρ, ἀέρος. Molte parole italiane cominciano con questo prefisso: aeronautica, aerosol, aerostato, aeroporto, aeriforme...


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