Vinacce

Vinaccie

Approfondimenti

Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di vinaccia è vinacce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Nullafacente

Nulla facente

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S scrive "nullafacente", tutto attaccato.
Nullafacente può essere sia un sostantivo che un aggettivo ed è composto da nulla e facente (participio presente del verbo fare). Nullafacente si comporta come "nullatenente" e si scrive tutto attaccato. Vuol dire "chi non fa nulla, non svolge cioè nessuna attività".
 


Once

Oncie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di oncia è once; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Meticce

Meticcie

Approfondimenti

Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di meticcia è meticce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Organizziamo

Organiziamo

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Anche se la regola prevede che la "z" non raddoppi davanti a "ia, ie, io e ione" (vd. vocaboli "correzione, lezione, ecc..."),  esistono alcune eccezioni, come le parole "razziale, carrozziere...", che non modificano la radice dei vocaboli da cui derivano (razza, carrozza...). Lo stesso avviene per le forme verbali: la radice di "organizzare" è "organizz-" e non muta davanti alle forme che, secondo la regola, prevedono una sola "z" a precederle. Dunque, si scrive "ORGANIZZIAMO", con due Z.


Raggruppare

Ragruppare

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Il verbo, derivato del vocabolo "gruppo" con l'aggiunta del prefisso ra-, si scrive "raggruppare" e vuol dire "riunire in gruppo".


Aggruppare

Agruppare

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Il verbo, derivato del vocabolo "gruppo", si scrive "aggruppare" e vuol dire "riunire in gruppo". Sicuramente nella lingua italiana è più diffusa la forma "raggruppare".


Marce

Marcie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di marcia è marce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Il plurale di marcia, marce, resta invariato, sia quando lo usiamo come aggettivo, sia quando lo usiamo come sostantivo. Es. Le mele sono marce; Marce per la pace.


Ferocie

Feroce

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di ferocia è ferocie; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Attenzione! La grafia feroce esiste, ma corrisponde all'aggettivo italiano che vuol dire: "crudele".


Scorregge

Scorreggie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di scorreggia è scorregge; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Farce

Farcie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di farcia è farce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Contumacie

Contumace

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di contumacia è contumacie; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Attenzione! La grafia contumace esiste, ma corrisponde all'aggettivo italiano che vuol dire: "che si trova in situazione di contumacia".


Cicce

Ciccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di ciccia è cicce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Capocce

Capoccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di capoccia è capocce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Bagasce

Bagascie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di bagascia è bagasce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che nel plurale terminano sempre in -sce: scriveremo quindi bagasce, strisce, bisce, ecc...


Acce

Accie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di accia è acce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Iniquo

Inicuo

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La corretta grafia di questo vocabolo è "INIQUO". L'aggettivo viene utilizzato per esprimere qualcosa di ingiusto, non equo.

Iniquo deriva dal latino iniquus, composizione di "in" (= non) e "aequus" (= giusto, equo).


Per ora

Perora

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La forma corretta di questa locuzione avverbiale è "per ora". Se la scriviamo tutta unita, commettiamo senza dubbio un errore. La grafia unita "perora", infatti, è la terza persona singolare del verbo perorare, che vuol dire "parlare in favore di qualcuno" (egli perora).


Mensa

Menza

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La forma corretta è "MENSA". Il vocabolo deriva dal latino mēnsa(m) (=tavola).


Mensile

Menzile

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La forma corretta è "MENSILE". L'aggettivo, infatti, deriva dal latino mensis (=mese).


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