Si scrive Senonché o Sennonché o Se non che?

Sennonché

Se non che

Senonché

Questione aperta su cui i pareri non sono unanimi. Se non che (o Senonché o Sennonché) è una congiunzione con valore:

  • avversativo: equivale a "ma, però".  Es.: Sarei venuta alla tua festa, sennonché mi sono ammalata;
  • eccettuativo: equivale a "fuorché, tranne che, salvo il fatto che".  Es.: Non ti dico altro se non che è necessario che tu studi".

Vi è chi ritiene che si debba scrivere sennonché quando la congiunzione ha valore avversativo; la grafia separata se non che o quella univerbata con una N, senonché, sarebbero preferibili nei casi in cui la congiunzione ha valore eccettuativo.

I linguisti e i vocabolari non sono concordi sulla questione e, dunque, non vi sono regole definite per risolvere tale problema.

Gli studiosi si dividono su un' altra questione, relativa alla grafia univerbata senonché. Ebbene, questa congiunzione è un'univerbazione di se non che; poiché spesso dopo il "se" avviene il raddoppiamento fonosintattico (ad esempio se no può diventare sennò, ma non senò; abbiamo inoltre sebbene, seppure, ecc..), alcuni grammatici ritengono che si dovrebbe scrivere sennonché e considerano errata la forma senonché.

 Tuttavia recenti dizionari registrano ambedue le forme. Lo scrittore Dino Buzzati usa sovente la grafia senonché.

"Senonché in mezzo a questi pensieri, udì battere a una porta" (D. Buzzati, "Racconto di Natale")

Concludendo, nessuna delle tre grafie può considerarsi errata!