Dell’ultim’ora

dell’ultima ora

Dell’ultimora

Approfondimenti

Premesso che non esiste alcuna regola in italiano che limiti il numero d’apostrofi, ma che invece si tratta di una questione di gusto del tutto personale, si può scrivere sia dell’ultim’ora che dell’ultima ora, con gli apostrofi  che in entrambi i casi indicano l'elisione.

L'utilizzo della forma dell’ultima ora è notevolmente più diffuso, forse perché, erroneamente, molti credono che scrivere due o più apostrofi in successione sia sbagliato.

La forma dell’ultimora, con ultimora univerbato, è sbagliata.

Quindi, come già abbiamo scritto in occasione di l’altr’anno, se volete rendere il vostro scritto un po' più artistico, avendo cura che la vostra parola non sia agrammaticale, potete sbizzarrirvi con gli apostrofi... cum grano salis.

Cos'è l'elisione?

L'elisione è la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale; il fenomeno è graficamente segnalato per mezzo di un apostrofo.


Azzardo

Azardo

Approfondimenti

"Si scrive azardo o azzardo?" potrebbe essere la domanda che molti giocatori incalliti si sono posti almeno una volta nella vita. Per rispondere partiamo dall'etimologia della parola, che deriva dall'arabo az-zahr (ovvero il dado). Proprio come avviene nella parola da cui deriva, azzardo si scrive con due -z.

Non scrivetelo mai con una sola -z, ma soprattutto non fate mai giochi d'azzardo.

Tutte le parole derivate di azzardo (azzardi, azzardoso, azzardato, etc..) si scrivono con due z.

Azzardoso o Azardoso?

La forma corretta è azzardoso.

Azzardato o Azardato?

La forma corretta è azzardato.

Curiosità:

Ritornando all'origine del vocabolo, nel medioevo esisteva un gioco chiamato la Zara, un complicato gioco con i dadi, di cui ne parla addirittura Dante, nel Canto VI del Purgatorio della Divina Commedia:

Quando si parte il gioco de la zara,
colui che perde si riman dolente,
repetendo le volte, e tristo impara;

con l’altro se ne va tutta la gente;
qual va dinanzi, e qual di dietro il prende,
e qual dallato li si reca a mente;

el non s’arresta, e questo e quello intende;
a cui porge la man, più non fa pressa;
e così da la calca si difende.


L’altr’anno

L’altranno

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Premesso che non esiste alcuna regola in italiano che limiti il numero d’apostrofi, ma che invece si tratta di una questione di gusto del tutto personale, la forma univerbata "l’altranno" anche se è molto diffusa è sbagliata; si scrive l’altr’anno, con i due apostrofi che indicano l'elisione.

Quindi, se volete rendere il vostro scritto un po' più artistico, avendo cura che la vostra parola non sia agrammaticale, potete sbizzarrirvi con gli apostrofi... cum grano salis.

Parole come: d’un’altra’annata, tutt’altr’uso, dell’altr’anno, sono corrette

Cos'è l'elisione?

L'elisione è la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale; il fenomeno è graficamente segnalato per mezzo di un apostrofo.


I capitreno

I capotreni

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Vi siete mai chiesti qual è il plurale di capotreno? Riportando alcune parti della Grammatica italiana di Luca Serianni, citate anche dall'Accademia della Crusca, cercheremo di dissipare ogni dubbio sull'argomento.

Nei nomi composti dove capo- indica qualcosa e non qualcuno, come in capotreno ('il capo del treno'), il segnale del plurale si aggiunge al primo membro: quindi si scrive capitreno. Il discorso cambia quando capo- indica qualcuno, come in caporedattore ('il capo dei redattori'), il segnale del plurale di aggiunge al secondo membro: quindi i caporedattori.

Anche se il dizionario Treccani ammette la forma capotreni, ne sconsigliamo l'utilizzo.

Come si dice capotreno al femminile? Nel plurale dei nomi femminili il costituente capo- rimane sempre invariato, quindi il plurale femminile di la capotreno è le capotreno.

Ci sono altre parole che rispondono alla stessa regola, ne ricordiamo alcune: il capogruppo diventa i capigruppo; il capostazione diventa i capistazione.


Miliardo

Migliardo

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Vi è mai capitato di chiedervi "si scrive migliardo o miliardo?", la grafia corretta è miliardo, senza la g tra la i e la l. Non è chiaro perché alcuni commettano l'errore di scriverlo migliardo, probabilmente perché condizionati da un'errata pronuncia o dalla parola migliaio, la cui grafia corretta è con la g.

Il vocabolo, che ha origine dal francese milliard, viene utilizzato nel sistema di numerazione decimale per indicare mille milioniNumericamente si scrive con nove zeri (1.000.000.000).

Miliardi o Migliardi? Tutte le parole derivate da miliardo si scrivono senza la g: miliardario e non migliardario; miliardi e non migliardi; miliardaria e non migliardaria; miliardari e non migliardari.

Piccola curiosità: Migliardi è un cognome molto diffuso in Piemonte e Liguria.


Bancarella

Bancherella

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Probabilmente è il quesito più in voga tra i commercianti e gli ambulanti: "si scrive bancarella o bancherella?". Molti dizionari, tra cui il Treccani, accettano entrambe le forme, anche se bancherella viene indicata come meno comune; dunque è più corretto scrivere bancarella.

La parola bancarella deriva da banca, che anticamente veniva utilizzata per riferirsi a una panca o un banco.


Ascensore

Ascenzore

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Vi state chiedendo se si scrive ascenzore o ascensore? Non lasciatevi influenzare dall'errata pronuncia: si scrive ascensore, con la s. La parola deriva dal verbo ascendere (dal latino ascendĕre, composto dal prefisso ad, che significa "verso" e  scandĕre che significa "salire"). 

Lo stesso ragionamento vale per il quesito "ascensione o ascenzione?", si scrive ascensione con la lettera s.

Per i cattolici, l'Ascensione del Signore in cielo (ovvero la sua salita al cielo, quaranta giorni dopo la sua risurrezione) ricorre ogni anno, il giovedì dopo la quinta domenica dopo Pasqua.


Attaccapanni

Attaccapanno

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Se vi state chiedendo se attaccapanno sia il singolare di attaccapanni la risposta è "no". Si scrive attaccapanni sia al singolare che al plurale. La parola è la composizione del verbo "attaccare" e del sostantivo "panno". 

Ecco alcune frasi che vi aiuteranno a comprendere più facilmente il corretto utilizzo del vocabolo:

  • Sono stufa del tuo disordine, quante volte ti ho detto di utilizzare l'attaccapanni?
  • I nostri spogliatoi sono dotati di ogni comfort, per appendere i vostri abiti potrete utilizzare gli appositi attaccapanni.

Crescere

Cresciere

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Se almeno una volta vi siete chiesti: "si scrive cresciere o crescere?", dovete sapere che esiste un solo modo per scrivere correttamente questa parola ed è crescere, senza la -i.

Alcuni vocaboli, come arciere o pasticciere, potrebbero generare confusione e indurre a scrivere cresciere, che invece è un errore.

Per fugare ogni dubbio, riportiamo la coniugazione di alcuni modi e tempi del verbo crescere:

Indicativo presente

io cresco
tu cresci
lui/lei cresce
noi cresciamo
voi crescete
loro crescono

Indicativo imperfetto

io crescevo
tu crescevi
lui/lei cresceva
noi crescevamo
voi crescevate
loro crescevano

Indicativo passato remoto

io crebbi
tu crescesti
lui/lei crebbe
noi crescemmo
voi cresceste
loro crebbero

Indicativo futuro semplice

io crescerò
tu crescerai
lui/lei crescerà
noi cresceremo
voi crescerete
loro cresceranno

Congiuntivo imperfetto

io crescessi
tu crescessi
lui/lei crescesse
noi crescessimo
voi cresceste
loro crescessero

Condizionale presente

io crescerei
tu cresceresti
lui/lei crescerebbe
noi cresceremmo
voi crescereste
loro crescerebbero


Farmacie

Farmace

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"Qual è il plurale di farmacia?", se lo chiedono in tanti ogni giorno. Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege?; Provincie o Province?) è una delle questioni che genera incertezze e errori tra gli italiani; per tale motivo vi forniamo una regola che non vi farà più sbagliare:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque erbacce, pronunce, gocce, bolge, frange...

Il plurale di farmacia è farmacie. Se almeno una volta nella vita avete pensato di scrivere farmace non fatelo mai più, dato che si tratta di un errore gravissimo.

 


Inquisito

Incuisito

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Se vi state chiedendo: "si scrive incuisito o inquisito?", potrebbe essere un dubbio più che lecito se si tratta della lingua parlata: vi bastera provare ad ascoltare o a ripetere una parola con il suono CU e, immediatamente dopo, una parola con il suono QU, vi renderete immediatamente conto che i due suoni sono identici tra loro. Se, invece, si tratta di scrivere il vocabolo nella maniera corretta non dovete farvi condizionare dalla pronuncia: si scrive inquisito, con la q. Proviamo a rivedere le regole delle parole che contengono “qu”, “cu” e “cqu” in modo da risolvere e cancellare ogni dubbio:

  1. "Q" è sempre seguita dalla "u" e da un'altra vocale (mai da consonante). Avremo dunque le sillabe: qua, que, qui, quo (es.: aquila, aquilone, quadro, quaderno, squillo, squalo, Quaresima, quesito...);
  2. all'inizio di una parola si usa sempre la forma "QU" (vd. esempi precedenti). Fate attenzione alle 5 parole che costituiscono un'eccezione a questa regola (cui, cuocere, cuore, cuoco, cuoio);
  3. la grafia corretta è "CU" se dopo la vocale "u" c'è una consonante (cura, cucina, cugina...). Esistono alcuni vocaboli che, per nostra sfortuna, non rispettano questa regola, complicandoci parecchio le cose! Ve ne elenchiamo un po': cospicuo, scuoiare, arcuato, scuola, percuotere, scuotere, promiscuo, riscuotere, circuito, acuire, innocuo...;
  4. si scrivono con "CQU” la parola acqua e tutti i suoi derivati (acquolina, acquazzone, acquario, acquedotto, risciacquare...), i verbi acquistare e acquisire, la prima e la terza persona singolare nonché la terza persona plurale del passato remoto dei verbi nascere, tacere, piacere, giacere, nuocere (io nacqui, egli nacque, essi nacquero, io tacqui, egli tacque, essi tacquero, io piacqui, egli piacque, essi piacquero, io giacqui, egli giacque, essi giacquero, io nocqui, egli nocque, essi nocquero).

Qual è il significato di inquisito?​ Cosa vuol dire? Inquisito può assumere più di un significato: in caso di aggettivo si ci riferisce a qualcosa o qualcuno sottoposto a indagine; in caso di sostantivo si tratta della persona sottoposta a un'indagine.

Qual è Plurale di inquisito? Per il plurale vale la stessa regola, dunque scriveremo inquisiti (o inquisite).

Se avete letto o studiato un po' la storia, ricorderete sicuramente l'Inquisizione, il tribunale ecclesiastico istituito dalla Santa Sede nel 1184, con lo scopo di ricercare e giudicare gli “eretici”.


Accappatoio

Accapatoio

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Si scrive accapatoio o accappatoio, acappatoio? Incredibile ma vero, cercando su google troveremo la grafia sbagliata della parola per quasi 500.000 volte. La forma corretta è accappatoio, con due C e due P; l'errore più frequente è accapatoio, con una P, ma a volte capita di vedere scritto anche acappatoio, con una C; entrambe le forme sono sbagliate.

Cosa vuol dire accappatoio, qual è il suo significato? Accappatoio vuol dire: vestaglia di tessuto che s'indossa dopo un bagno o una doccia. Il tessuto può essere di spugna o altri materiali.

Qual è l'origine della parola? L'etimologia della parola è accappare, che significa chiudere nella cappa. Se cerchiamo nel dizionario troveremo che la cappa era un ampio mantello con cappuccio e senza maniche, che serviva a coprire interamente una persona.


Ruscello

Rusciello

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Molti escursionisti si saranno chiesti almeno una volta si scrive "rusciello o ruscello? Con o senza la vocale i?"; la grafia dei vocaboli che contengono la sillaba sce causa molti dubbi e, in alcuni dei casi, gravi errori di ortografia. Le parole con la sillaba sce, si scrivono sempre (o quasi) senza la lettera i e questo è uno di quei casi in cui si applica questa regola; per questo motivo si scrive ruscello senza la i. Rusciello con la vocale i è un errore, quindi non scrivetelo per nessuna ragione.

Cosa significa? Il significato di ruscello sul dizionario è: piccolo corso d'acqua.

Qual è il plurale di ruscello? Ruscelli o ruscielli? Anche per il plurale vale la stessa regola valida per il singolare: si scrive ruscelli e non ruscielli.

Curiosità. Scriveva Alda Merini:

Ruscello vivo è l’amore che corre
nei giardini dei poeti
e genera rose, e genera pioggia e pianto

Ecco alcune frasi con ruscello (e il suo plurale ruscelli) che vi aiuteranno a comprenderne il corretto utilizzo:

  • Un veicolo agricolo è rotolato lungo un ripido pendio per circa 100 metri finendo in un ruscello.
  • Centinaia di trote sono morte in un ruscello. Stando ai primi rilievi, all'origine della moria ci sarebbe una sostanza inquinante.
  • L’attività mineraria distruggerà la natura. Devasterà i ruscelli e i fiumi, ucciderà i pesci e l’ambiente.

Alcune parole rispettano la regola appena esposta:

  1. il sostantivo conoscenza e le parole derivate (conoscente…);
  2. il verbo scegliere e le parole derivate (scelta…);

Altre invece costituiscono un'eccezione:

  1. il sostantivo coscienza e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…);
  2. il sostantivo scienza e le parole derivate (scienziato, fantascienza, onniscienza, scientifico…).

Selvagge

Selvaggie

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Eccoci di nuovo a trattare uno dei dubbi più frequenti quando si scrive: il plurale delle parole che finiscono in -cia e -gia, in questo caso "selvaggie o selvagge"? Come abbiamo già scritto per Ciliegie o ciliege?, Spiaggie o spiagge?, Valigie o valige?, per capire se al plurale bisogna mettere, o meno, la i è importante ricordarsi la seguente regola:

  • le parole dove le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: avremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
  • le parole dove -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: avremo dunque spiagge, province, pronunce, gocce, bolge, frange.

Il plurale di selvaggia è selvagge, senza la i tra la g e la e. Non commettete l'errore di scrivere selvaggie e ricordate che il plurale di tutte le parole in cui, come in selvaggia, -gia è preceuto da una consonante si scrive senza la i.

Rientrano in questo secondo gruppo anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce, striscia-strisce.


Chef

Scef

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Se volete diventare dei bravi cuochi ma non sapete se si scrive scef o chef, siete nel posto giusto. Come già accade per Chaise-Longue, Abat-Jour e tanti altri vocaboli, si tratta di un forestierismo proveniente dalla lingua francese. Si scrive Chef e non scef. Il termine è inserito sul dizionario della lingua italiana. Il significato di Chef è, a seconda dei contesti in cui viene utilizzato, capocuoco o cuoco raffinato.

Vi forniamo un piccolo suggerimento per non dimenticare la corretta grafia della parola: se mai dovesse assalirvi il dubbio, per non sbagliare vi basterà pensare al suffisso di MasterChef, il noto programma televisivo dedicato ai cuochi dilettanti.

Maschile o Femminile? Come si scrive al plurale? Come già avviene per gran parte delle parole italiane adottatte da una lingua straniera, si tratta di un sostantivo maschile singolare indeclinabile e per tale motivo va scritto sempre allo stesso modo: la (o le) chef; scriverlo al plurale con la s finale, chefs, è un errore

Tra i tanti forestierismi della lingua italiana ce ne sono alcuni di cui abbiamo già parlato: Selfie o selfy, Toast o tost, Outlet o autlet, Abat Jour o abajour, Parquet o palquet


Tacque

Taque

Approfondimenti

Prima di dare una risposta alla domanda "Taque o tacque?", provate ad ascoltare o a ripetere una parola con il suono CU e, immediatamente dopo, una parola con il suono QU. Vi renderete immediatamente conto che i due suoni sono identici tra loro. Questo è il motivo per cui i vocaboli che contengono tali suoni fanno sorgere in noi molti dubbi quando siamo costretti a scriverli. Proviamo a rivedere le regole delle parole che contengono “qu”, “cu” e “cqu” in modo da risolvere e cancellare ogni dubbio:

  1. "Q" è sempre seguita dalla "u" e da un'altra vocale (mai da consonante). Avremo dunque le sillabe: qua, que, qui, quo (es.: quadro, quaderno, squillo, squalo, Quaresima, quesito...);
  2. all'inizio di una parola si usa sempre la forma "QU" (vd. esempi precedenti). Fate attenzione alle 5 parole che fanno eccezione a questa regola (cui, cuocere, cuore, cuoco, cuoio);
  3. la grafia corretta è "CU" se dopo la vocale "u" c'è una consonante (cura, cucina, cugina...). Esistono alcuni vocaboli che, per nostra sfortuna, non rispettano questa regola, complicandoci parecchio le cose! Ve ne elenchiamo un po': cospicuo, scuoiare, arcuato, scuola, percuotere, scuotere, promiscuo, riscuotere, circuito, acuire, innocuo...;
  4. si scrivono con "CQU” la parola acqua e tutti i suoi derivati (acquolina, acquazzone, acquario, acquedotto, risciacquare...), il verbo acquistare, la prima e la terza persona singolare nonché la terza persona plurale del passato remoto dei verbi nascere, tacere, piacere, giacere, nuocere (io nacqui, egli nacque, essi nacquero, io tacqui, egli tacque, essi tacquero, io piacqui, egli piacque, essi piacquero, io giacqui, egli giacque, essi giacquero, io nocqui, egli nocque, essi nocquero).

Dunque, ricapitolando, la terza persona singolare del passato remoto di tacere, "tacque", rientra nella regola n. 4 e si scrive con CQU. Non scrivete mai taque, senza la c, o taccue con due c.


Ciò nonostante

Ciò non ostante

Cionostante

Cionnonostante

Approfondimenti

"Ciononostante o ciò nonostante, come si scrive? Con o senza l'apostrofo", è un dubbio che di frequente assale molti italiani. È corretto scrivere ciò nonostante separato; come riferiscono il DOP (Dizionario di Ortografia e Pronuncia) e l'Accademia della Crusca, si tratta di uno di quei vocaboli che è valido in diverse forme, anche se alcune sono antiquate e quindi sconsigliate: ciò non ostante è una forma valida, ciononostante e cionnonostante sono entrambe valide, ma sono desuete.

Cosa significa? eppure; tuttavia, malgrado ciò.

Ecco alcune frasi con ciò nonostante che vi aiuteranno a comprenderne più facilmente il significato e il corretto utilizzo:

  • Il tuo comportamento di ieri mi ha veramente deluso, ciò nonostante credo che tu possa farti perdonare.
  • Dice a tutti di avere avuto problemi lavorativi e di non avere una lira, ciò nonostante andrà in vacanza ai Caraibi per una settimana.

La lingua italiana è piena di parole che, come quella appena analizzata, possono essere scritte sia staccate che separate, eccone alcune:

Poi ci sono parole per cui viene il dubbio, "staccate o unite?" ma che possono essere scritte solamente e separate:

altre invece che si scrivono solamente unite:


Parmigiano

Parmiggiano

Approfondimenti

Il più grande dilemma dopo "meglio il parmigiano reggiano o il grana padano?" è: "si scrive parmiggiano o parmigiano?". In verità la risposta ve l'abbiamo già fornita: la forma corretta è Parmigiano con una sola G e quindi senza raddoppiamento fonosintattico. L'errore potrebbe essere indotto da reggiano, che invece si scrive con due G.

Che cosa significa? Oltre a riferirsi al tipico formaggio a forma di ruota che tutto il mondo ci invidia e che vanta innumerevoli tentativi di imitazione, preso isolatamente il vocabolo viene utilizzato per definire persone o cose tipiche di Parma (allo stesso modo, reggiano si riferisce a qualcosa tipico di Reggio Emilia).

Come non scriverlo? Se non volete commettere un errore non scrivete mai parmiggiano, parmiggiano reggiano o parmigiano regiano.

La stessa regola vale per un quesito molto simile a quello appena analizzato; ci riferiamo a uno dei piatti tipici della cucina italiana per il quale può venire il dubbio: "parmigiana o parmiggiana?". Per saperne di più vi consigliamo di leggere la spiegazione che abbiamo dedicato alla parmigiana. Allo stesso modo, termini come immagine, strage, bugie, si scrivono con una G, a differenza di pomeriggio, paggetto, leggibile che, invece, vanno scritte con due G.


Mountain Bike

Mountan Bike

Approfondimenti

Se siete degli sportivi veri dovreste conoscere già la risposta alla domanda: "si scrive mountan bike o mountain bike?". La forma corretta è mountain bike, con la lettera I tra la A e la N.

Cosa significa? Il vocabolo è un forestierismo di origini inglesi, dove mountain significa montagna e bike significa bicicletta. Si tratta, per l'appunto, di un tipo specifico di bicicletta, particolarmente adatto a percorsi accidentati o stradine di montagna.

Maschile o Femminile? Come si scrive al plurale? Differentemente da quanto avviene per gran parte delle parole italiane adottatte da una lingua straniera, si tratta di un sostantivo femminile singolare indeclinabile e per tale motivo va scritto sempre allo stesso modo: la (o le) mountain bike; scriverlo al plurale con la s finale o al maschile è un errore.

Tra i tanti forestierismi della lingua italiana ce ne sono alcuni di cui abbiamo già parlato: Selfie o selfy, Toast o tost, Outlet o autlet, Abat Jour o abajour, Parquet o palquet


Sovrumano

Sovraumano

Approfondimenti

Quante volte guardando un film sul vostro supereroe preferito, ammirando le loro gesta, vi siete chiesti "si scrive sovraumano o sovrumano?". La forma corretta è sovrumano, unito e senza la A tra le lettere R e U. L'aggettivo è la composizione dei vocaboli sovra (o sopra) e umano. Nel processo di univerbazione sovra elide la vocale finale. 

Si può scrivere soprumano, sopraumano o sovraumano? Le forme alternative: sovraumano, soprumano e sopraumano, non sono del tutto sbagliate, ma sono desuete e molto meno diffuse, motivo per cui vi consigliamo di non utilizzarle.

Che cosa significa sovrumano? Superare i limiti imposti dalla natura umana (i supereroi, ad esempio, sono degli esseri sovrumani).