Alquanto

Al quanto

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Alquanto può avere la funzione di aggettivo o avverbio. In entrambi i valori è ammessa solo la grafia univerbata ALQUANTO. Alquanto indica una quantità indeterminata, più vicina al tanto che al poco.

Es. in funzione di aggettivo: Dopo alquanto (= un bel po'di) tempo giunsi finalmente a destinazione.

Es. in funzione di avverbio: Mi sono alquanto (parecchio) stancata.

Alquanto deriva dal latino aliquantus.


Accecare

Acciecare

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Il verbo in questione si scrive senza i, quindi ACCECARE (la stessa regola è valida per l'aggettivo ACCECANTE).

Può sembrare strano se si pensa che l'aggettivo CIECO si scrive con la i, ma la i di cieco non è etimologica; cieco, infatti, deriva dal latino caecum.


Centouno

Centuno

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In determinate occasioni ci capita di dover scrivere i numeri in lettere, ad esempio quando dobbiamo compilare un assegno. Non è una cosa molto complicata, ma può capitare che alcuni numeri facciano sorgere in noi qualche dubbio.

Le perplessità nascono soprattutto nella scrittura dei numeri composti con 1 e 8. Tutti i numeri come venti, trenta, quaranta, cinquanta, ecc... elidono la vocale finale (la "i" per 20, la "a" per tutti gli altri) fondendola con la vocale iniziale del numero successivo; scriveremo quindi ventuno, ventotto, trentuno, trentotto, quarantuno, quarantotto, cinquantuno, cinquantotto, sessantuno, sessantotto, ecc...

Il numero cento, nella formazione dei numeri composti con uno e con otto, non si comporta così; il numero "cento" e tutte le centinaia (duecento, trecento, quattrocento, ecc...), infatti, non elidono la vocale finale. Dunque non scriveremo centuno, centotto, trecentuno, trecentotto, novecentuno, novecentotto, ma centouno, centootto, trecentouno, trecentootto, quattrocentouno, quattrocentootto, ecc...

I numeri composti dalle centinaia e dalla decina "ottanta" invece tornano ad elidere la vocale finale; scriveremo quindi centottanta, duecentottanta, trecentottanta, ecc..., non centoottanta, duecentoottanta, trecentoottanta...

Il numero "mille" non elide in nessun numero composto la vocale finale; scriveremo quindi milleuno, milledue, milletré, milleotto, milleottanta, ecc...


Beh

Bhe

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Be’ è la forma tronca di “bene” e, per tale motivo, si scrive con l’apostrofo (non con l'accento) o con l’h che segue la "e".

Quindi si può scrivere be' o beh; le forme bhe e bè sono errate.


Cesareo

Cesario

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Stiamo parlando del parto cesareo, non "cesario".

La parola "cesareo" non deriva da "Cesare", come alcuni possono pensare, ma dal verbo latino "caedere" = tagliare.


Subliminale

Subliminare

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Si scrive SUBLIMINALE, non "subliminare".

L'aggettivo deriva dal latino sub «sotto» + limen «soglia, limitare».

Oggi si parla di "subliminale" soprattutto in riferimento alla pubblicità. Il "messaggio subliminale" è trasmesso attraverso suoni o immagini che trattano un qualsiasi argomento, ma che celano al proprio interno ulteriori frasi o immagini diverse dal contesto iniziale. La Coca Cola è stata la pioniera della pubblicità subliminale.


Un'auto

Un auto

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“Automobile” è un sostantivo femminile, così come il suo diminutivo “auto”.

Quindi scriveremo "un'auto", non "un auto".


Lo pneumatico

Il pneumatico

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Ogni gommista che si rispetti dovrebbe sapere esattamente come si scrive eppure, non di rado, capita che qualcuno incappi nel dubbio "Si scrive lo pneumatico o il pnuematico?" La parola pneumatico richiede l’articolo "lo" per il singolare (lo pneumatico) e "gli" per il plurale (gli pneumatici). La grafia migliore è dunque lo pneumatico. Anche se non si tratta di un errore, l'utilizzo della forma accompagnata dall'articolo determinativo il, il pneumatico, è meno indicata.

Cosa vuol dire pneumatico? Qual è il suo significato?

Lo pneumàtico è un aggettivo che assume la funzione di nome; questa parola deriva, infatti, dall'aggettivo pneumatico, che vuol dire "che può essere gonfiato". Lo pneumatico è il rivestimento esterno delle ruote di veicoli ed è sinonimo delle parole copertone e gomma.


Da

Dà

Da'

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Le forme elencate sono tutte corrette, ma bisogna fare attenzione ad utilizzarle in modo corretto e appropriato, poiché rivestono tre funzioni diverse:

  1. Da: preposizione semplice (es.: Vengo da Palermo);
  2. Dà: 3° pers. sing. indicativo presente del verbo “dare” (es.: Pietro dà una caramella al suo amico); a differenza di "egli fa, egli sta, egli va" (che si scrivono rigorosamente senza accento), "dà" si scrive con l'accento per evitare possibili confusioni con la preposizione semplice "da";
  3. Da': 2° pers. sing. imperativo del verbo “dare"; sta per “dai tu”, con caduta dell’ultima lettera (es.: da’ la mano a tuo fratello).

Collutorio

Colluttorio

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Si scrive COLLUTORIO, con una sola T. Molte persone sono convinte che la corretta grafia della parola "collutorio" sia con 2 T, ma non è così.

Il vocabolo, infatti, deriva dal participio latino collùtus, dal verbo collùere, che significa "lavare, sciacquare".


Frecce

Freccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia e -gia (Ciliegie o ciliege? Provincie o Province? Frecce o Freccie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di freccia è FRECCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia, -scia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque ciliegie, camicie, micie, valigie;
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque pronunce, frecce, gocce, bolge, frange..

Rientrano in questo secondo caso anche le parole in -scia, che al plurale terminano sempre in -sce: fascia-fasce; striscia-strisce...


Libro

Libbro

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Si scrive LIBRO, con una sola B. La parola italiana libro deriva dal latino liber.