Sopraffatto

Soprafatto

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La preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: sopralluogo, soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprannome, ecc...

Questa regola è valida pure per SOPRAFFATTO, che, infatti, si scrive con 2 F.


Al di sopra

Al disopra

Aldisopra

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Le forma corrette per scrivere questa locuzione preposizionale sono due: al di sopra e al disopra.

La forma univerbata "aldisopra" è sbagliata.


Apiretico

Apirettico

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Si scrive e si dice "apiretico", con una sola T.

Apiretico significa "senza febbre, sfebbrato" e deriva dal greco apýretos, composto di a- con valore privativo e pyretós = febbre, forte calore, a sua volta derivante dal vocabolo pyr, pyrós = fuoco.

Eppure l'errata forma "apirettico" è molto diffusa, probabilmente per analogia con altre parole di origine greca uscenti in -ettico, tra le quali dialettico, scettico, epilettico.


Succubo

Succube

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Sono corrette entrambe le forme. Nell'italiano contemporaneo è più diffusa la forma "succube".

"Succubo" (femm. succuba), da molti considerata una forma errata, è in realtà più vicina alla parola latina da cui deriva, ossia succubam = concubina, ed è quindi etimologicamente più corretta, sebbene oggi sia meno diffusa.

La forma invariabile "succube" deriva dal francese succube ed è la forma più usata nell’italiano contemporaneo.

L'aggettivo vuol dire "che è sottomesso al volere di un altro". Se utilizzato come sostantivo, indica "una persona sottomessa".


Viziare

Vizziare

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Si scrive VIZIARE, con una sola Z. La forma "vizziare" è errata. Il verbo deriva dal verbo latino vitiare.

Lo stesso ragionamento è valido per il sostantivo "vizio" ("vizzio" è sbagliato).


Meteorologia

Metereologia

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Si scrive e si dice "METEOROLOGIA", non metereologia (come spesso si sente dire).

Per evitare di fare questo errore, teniamo a mente che l'abbreviazione, ormai d'uso comune, è METEO. Di conseguenza le parole derivate iniziano tutte con METEO- (meteorologico, meteorologia, meteoropatia, meteoropatico...).


Esilarante

Esilerante

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Si scrive ESILARANTE, non "esilerante".

L'aggettivo è il participio presente del verbo esilarare, derivato dal verbo latino exhilarare. Il verbo esilarare vuol dire "divertire qualcuno".


Pronunce

Pronuncie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Pronunce o Pronuncie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di "pronuncia" è PRONUNCE; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia:

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;    
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque PRONUNCE, mance, province, gocce, bolge, frange...

Rientrano in questo secondo caso anche le parole terminanti in -scia al singolare; al plurale terminano sempre in -sce: scriveremo quindi fasce, strisce, bisce, ecc...


Irresistibile

Inresistibile

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L'aggettivo è formato da in + resistibile.

Allora perché non è corretto dire e scrivere inresistibile? L'aggettivo ha subìto il fenomeno dell'ASSIMILAZIONE LINGUISTICA, che si verifica quando un fono modifica il fono precedente (assimilazione regressiva) o il fono successivo (assimilazione progressiva). L'assimilazione può essere parziale se il cambiamento è parziale, totale se il cambiamento è totale.

In + resistibile > iRResistibile è un esempio di assimilazione totale regressiva; in questo la R modifica la precedente nasale N. Altri esempi di assimilazione totale regressiva sono:

in + logico > illogico, in + mobile > immobile, in + ragionevole > irragionevole.


Cosiddetto

Così detto

Cosidetto

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Sono corrette le grafie "cosiddetto" (univerbata) e "così detto" (separata).

La forma "cosidetto", con una sola d, è sbagliata.


Buon'ora

Buonora

Buon ora

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Sono ammesse le grafie "buon'ora" (con l'apostrofofo) e "buonora" (univerbata), mentre è sbagliata la grafia separata "buon ora". Perché?

Molti pensano che "buon'ora" sia un troncamento e che quindi l'apostrofo non sia necessario (come nel caso di "buon uomo"), ma sbagliano. In "buon'ora", infatti, è presente un'elisione.

Proviamo a svelarvi un modo per capire quando è opportuno o meno utilizzare l'apostrofo. È in realtà meno difficile di quanto crediate: cercate di capire se il termine da apostrofare può stare o meno da solo davanti a un altro termine dello stesso genere; per esempio, nel caso siate indecisi se mettere o non mettere l'apostrofo tra buon e uomo, domandatevi se buon può essere usato autonomamente davanti a un'altra parola dello stesso genere di uomo, dunque maschile. Se la risposta è positiva, si tratta di troncamento e non è necessario l'apostrofo; se la risposta è negativa, si tratta di elisione e l'apostrofo è richiesto.

Poiché buon può ricorrere davanti a frutto, chirurgo e tanti altri termini maschili, è chiaro che siamo dinanzi a un caso di troncamento, dunque non si scrive l'apostrofo. Adesso chiedetevi se "buon" può essere utilizzato anche con nomi femminili. Si può dire "buon scuola", "buon stagione", "buon notte"? Certo che no! Non si tratta quindi di troncamento, ma di elisione. Poiché "ora" è un sostantivo femminile (come stagione, scuola, notte), sarà necessario inserire l'apostrofo e scrivere "buon'ora" (mai "buon ora").

La grafia univerbata "buonora" è invece corretta e molto diffusa.


Necessario

Neccessario

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Si scrive NECESSARIO, non neccessario.

L'aggettivo necessario deriva dal latino necessarius, a sua volta derivato da necesse.


Conciso

Circonciso

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Se intendiamo usare l'aggettivo nel significato di "breve, sintetico, succinto", la forma corretta è senza dubbio conciso.

Circonciso non ha niente a che fare con la brevità, ma con la circoncisione. Circonciso è il participio passato del verbo circoncìdere e significa "che è stato sottoposto a circoncisione".


Perbene

Per bene

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Sono corrette entrambe le grafie.

Se usato come aggettivo, è preferibile la grafia unita.

Es.: Il mio vicino è un uomo davvero perbene.

Se invece ha la funzione di avverbio, è consigliabile la grafia separata.

Es.: Fai i compiti per bene!


Invano

In vano

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Si scrive INVANO, tutto attaccato. 

Invano è un avverbio che vuol dire "senza effetto, inutilmente".


Abietto

Abbietto

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Tra le due forme, è consigliabile utilizzare ABIETTO, con una sola B. La grafia abbietto, infatti, è una forma più antica e oggi meno usata.

Abietto vuol dire "spregevole, ripugnante".


Lascerò

Lascierò

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I verbi con l’infinito in -ciare, -giare e -sciare (baciare, mangiare, lasciare) davanti alla E e alla I perdono la «i» della radice.

Si scrive quindi "lascerò" e non "lascierò"; idem per "lascerete, lasceremo" (non "lascierete, lascieremo").