Anzi

Ansi

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La corretta grafia di questo avverbio e congiunzione è "ANZI", non ansi. Non vi sono dubbi: è l'unica grafia corretta!


Libricino

Libriccino

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Entrambe le varianti sono corrette e il significato del vocabolo non cambia. Si tratta di un "piccolo libro", che può essere  inteso sia come "libro di scarso valore', ma anche come "libro semplice", ad esempio un libro per i bambini o i ragazzi.

Il vocabolo "LIBRO" può dare origine a svariati diminutivi: librétto, librino, libriccino (o libricino), librettino, librùccio, librettùccio.

Bisogna aggiungere che le regole della maggior parte dei sostantivi che prevedono questa forma di diminutivo (-ino) prevedono una costruzione senza raddoppiamento, con l’interfisso -ic-.


Eccome

E come

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Anche se alcuni dizionari indicano "E COME" come forma rara, noi sconsigliamo di utilizzarla! Meglio scrivere "ECCOME", indubbiamente la grafia più comune nell'italiano contemporaneo.


Acquerello

Acquarello

Aquarello

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Le prime due varianti sono entrambe corrette. La forma acquerello è più fedele al modello toscano da cui deriva. La grafia "acquarello" è ugualmente accettata ed utilizzata.

La grafia "aquarello", invece, è errata; il vocabolo, infatti, deriva dalla parola acqua e, per questo motivo, si scrive con CQ, come acquolina, acquazzone, acquario, acquedotto...


Ribrezzo

Rebrezzo

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Si scrive RIBREZZO. Il vocabolo deriva dal termine brezza, a cui si lega il prefisso ri-, particella intensiva.


Belgi

Belghi

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L’aggettivo (o sostantivo) “belga” (valido per il singolare sia maschile che femminile) al maschile plurale si scrive “belgi” (femminile plurale "belghe").


Semaforo

Semafero

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Si scrive semaforo e non semaforo. Dal greco: σήμα φέρω, sèma féro (= portatore di segnali).


Parquet

Palquet

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Si scrive parquet e non palquet. Il vocabolo è un forestierismo derivato dalla lingua francese.


Gengive

Gingive

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Si scrive gengiva con la lettera -e. Il vocabolo ha, tuttavia, origine dal latino gingiva.


Stretching

Stretcing

Streccing

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Stretching è un vocabolo di origine anglosassone che significa stiramento, allungamento. Scrivete dunque stretching, non streccing e neppure stretcing.


Vaselina

Vasellina

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Si scrive vaselina, con una sola L. Il vocabolo deriva dell’inglese vaseline, nome con cui l’americano Robert A. Chesebrough, nel 1872, brevettò tale lubrificante. È la composizione tra il vocabolo tedesco Wasser (=acqua), e quello greco ἔλαιον (=olio). 


Pagella

Paggella

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Questo vocabolo si scrive con una G, quindi PAGELLA.


Quotazione

Cuotazione

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La corretta grafia di questo vocabolo è quotazione con la -Q.


Braccetto

Braccietto

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La formazione dei diminutivi (con i suffissi –etto, –etta, –etti, –ette) di  parole nel cui tema è presente la vocale i (es.: valigia, camicia, freccia, ecc...) è spesso fonte di dubbi.

Nella formazione del diminutivo, la i, puro segno grafico, non è necessaria per conservare il suono palatale alla consonante c.

Per questo motivo si scrive BRACCETTO (così come "valigetta").


Annullamento

Anullamento

Annulamento

Approfondimenti

La corretta grafia di questo vocabolo è annullamento con due -N e due -L. Dal latino ad nullare (=ridurre a nulla).


Annullare

Anullare

Annulare

Approfondimenti

La corretta grafia di questo vocabolo è annullare con due -N e due -L. Dal latino ad nullare (=ridurre a nulla).


Fettucce

Fettuccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di fettuccia è fettucce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...

Squadracce

Squadraccie

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Il plurale dei nomi che al singolare terminano in -cia, -gia e -scia (Camicie o camice? Ciliegie o ciliege? Fasce o Fascie?) è una delle questioni che più genera incertezza tra i parlanti e gli scrittori della lingua italiana.

Il plurale di squadraccia è squadracce; infatti, secondo la regola del plurale dei nomi in -cia, -gia: 

  • le parole in cui le terminazioni -cia e -gia sono precedute da vocale formano il plurale in -cie e -gie: scriveremo dunque camicie, ciliegie, micie, valigie...;     
  • le parole in cui -cia e -gia sono precedute da consonante formano il plurale in -ce e -ge: scriveremo dunque province, pronunce, gocce, bolge, frange...