Grattacielo

Grattacelo

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Anche se abbiamo già affrontato la questione nel quesito "Cielo o celo? Con o senza la i-?", qualcuno potrebbe essersi chiesto su quale tra grattacelo e grattacielo sia la forma corretta; non lasciatevi trarre in inganno dalla parola celeste (che, invece, si scrive senza la i-), grattacielo si scrive con la i-, proprio come la parola da cui deriva, cielo

Grattacieli o grattaceli? Come si scrive al plurale?

Come già accade per il singolare, anche il plurale di grattacielo si comporta come la parola cieli: si scrive grattacieli, con due i-. 


Imballaggio

Inballaggio

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Se vi apprestate a spedire un pacco ma, improvvisamente, siete stati assaliti dal dubbio "si scrive imballaggio o inballaggio?", abbiamo la risposta che stavate cercando. Si scrive imballaggio, con la lettera -m.

La regola per non sbagliare mai

Perer evitare di sbagliare dovete ricordarvi che le consonanti labiali b- e p-, sono sempre precedute dalla lettera m-. 

Imballagio è corretto?

Anche se la parola deriva dal francese emballage (scritto con una sola g-), l'unico modo corretto per scrivere la parola è imballaggio, con due g-.

Parole simili e plurali

Qualora dovesse servirvi ecco una la corretta grafia delle seguenti parole: il plurale di imballaggio, imballaggiimballo e il suo plurale, imballi.


Circùito

Cirqùito

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Appassionati di motori ed elettronica, se la domanda "si scrive cirquito o circuito?" vi affligge, evitate di fare brutte figure scrivendo la parola nella maniera sbagliata. Si scrive circuito, con la c- tra la r- e la u-; al plurale si scrive sempre con la lettera c-, dunque circùiti e non cirquiti. 

Cosa vuol dire circùito? Qual è il suo significato?

Per quel che riguarda la sua etimologia, la parola circuito deriva dal latino circuitus ("andare attorno"), che è il participio perfetto del verbo circuire. I principali significati che può assumere la parola sono: tracciato, percorso, giro; in alcuni contesti, il vocabolo può essere utilizzato anche come forma abbreviata di circuito elettrico.

Cortocircuito o Corto circuito? Unito o staccato? E al plurale?

Se vi state chiedendo su quale tra corto circuito e cortocircuito sia la forma più corretta la risposta è entrambe. Si può scrivere sia unito che staccato, anche se il dizionario treccani segna come forma più comune corto circuito, scritto staccato. Al plurale si può scrivere nei seguenti modi: corti circuiti se lo scrivete staccato, cortocircuiti se lo scrivete unito; secondo il dizionario De Agostini, la forma corticircuiti sarebbe diffusa ma meno corretta. 


Grazie

Grazzie

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Il quesito "grazzie o grazie?" potrebbe sembrare banale, eppure, ancora oggi, molti sbagliano a scrivere questa parola. Si scrive grazie, con una sola z-

Grazia o grazzia?

Per quanto riguarda l'etimologia della parola, grazie è il plurale di grazia, che si scrive con una sola z-.


Fantascienza

Fantascenza

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Avete appena scoperto che le parole cosce e conoscenza si scrivono senza la i- e vi state chiedendo se si scrive fantascenza o fantascienza? La sillaba SCE si scrive quasi sempre senza la i-; eppure tutte le parole legate al sostantivo scienza, dal latino scientiam (da sciens participio presente del verbo scire, che vuol dire "sapere"), costituiscono un'eccezione alla regola appena esposta. 

SCIENZA e tutte le parole da essa derivate, tra cui fantascienza, si scrivono con la i-.

Fantascientifico o Fantascentifico?

Tutte le parole derivate di fantascienza si scrivono con la -i, si scrive fantascientifico e non fantascentifico; lo stesso discorso vale per il femminile, fantascientifica, e per il plurale maschile e femminile, fantascientifici e fantascientifiche.

Altre parole che vogliono la lettera i-

Altre eccezioni che, come fantascienza, vogliono la i- sono:

  1. la parola SCIE (plurale del sostantivo SCIA);
  2. la parola USCIERE;
  3. il sostantivo COSCIENZA e le parole derivate (cosciente/incosciente, coscientemente…).

Com'è

Come è

Com è

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Se, incuriositi dal quesito qual è o qual'è, vi siete chiesti se fosse più corretto scrivere come è o com'è, con o senza apostrofo, cominciamo col dire che in questo caso si tratta di elisione e non di troncamento (o apocope), come invece avviene per qual è; per questo motivo com è, scritto staccato, è un errore; le forme com'è e come è, con o senza elisione, invece, sono entrambe corrette.

Quale delle due forme è preferibile usare?

Premesso che, come abbiamo appena scritto, entrambe le forme sono corrette, abbiamo consultato i dizionari d'italiano più rinomati per cercare di capire quale delle due forme fosse più corretto utilizzare; sia il dizionario Treccani, che il Gabrielli affermano che "come può essere apostrofato davanti a vocale, specialmente davanti alla e-"; il DOP è più o meno dello stesso parere: "elisione d'uso comune davanti a e- (tanto più davanti alla voce è)". Nessuna indicazione precisa, dunque. Che fare allora? Sentitevi liberi di scriverlo come meglio credete; noi, personalmente, preferiamo utilizzare la forma elisa.

Cos'è l'elisione?

L'elisione è la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale; il fenomeno è graficamente segnalato per mezzo di un apostrofo.

Frasi con com'è

  • Come è vero Dio! (o com'è vero Dio!);
  • Com'è andato l'esame? Sei stato promosso?
  • Com'è che non ti sei fatto più sentire? Ti sei offeso?

Passato

Pasato

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Vi accingete a chiedere di farvi cucinare qualcosa di salutare ma non siete sicuri se dovete scrivere pasato o passato? La risposta corretta è, senza ombra di dubbio, passato, con due -s. Quindi sarà corretto scrivere passato di verdure e non pasato di verdure.

Per lo stesso motivo scriveremo "È passato tanto tempo", oppure "Scordiamoci il passato", o ancora "Qual è il passato remoto del verbo essere?"

Passati o pasati? Passata o Pasata? Passate o Pasate?

Qualora fosse necessario ricordarlo, tutte le parole derivate di passato si scrivono con la doppia -s.


Natalizi

Natalizzi

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Se si stanno avvicinando le vacanze di Natale e avete il dubbio su quale tra natalizi e natalizzi sia la grafia giusta, Babbo Natale potrebbe non essere soddisfatto di voi. Senza ombra di dubbio si scrive natalizi, con una sola -z. Dimenticatevi dunque dei regali natalizzi, perché si scrive regali natalizi.

Cosa vuol dire natalizio?

Natalizio (e non natalizzio) può avere due significati: relativo al Natale oppure, sottintentendo la parola giorno, può essere utilizzato (molto raramente) per dire giorno del compleanno.

Natalizia o Natalizzia? Natalizie o Natalizzie?

Anche per natalizia e natalizie vale lo stesso discorso fatto per il maschile, entrambe le parole si scrivono con una sola -z.

Oltre 240mila risultati su Google per natalizzi, perché in molti sbagliano?

Non sono poche le persone che quotidianamente sbagliano a scrivere la parola natalizi, basti pensare che la ricerca su Google della grafia sbagliata, natalizzi, restituisce ben 240mila risultati. Ma perché così tante persone sbagliano? L'errore viene commesso soprattutto dai residenti nell'Italia Meridionale, dove nella lingua parlata si ha la tendenza a raddoppiare le consonanti di alcune parole; tuttavia, se nella lingua parlata si tende a raddoppiare la consonante, non vuol dire che sia corretto farlo anche nella lingua scritta!


Ex aequo

Ex equo

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Quante volte, dopo una gara in cui i concorrenti si sono classificati primi, a pari merito, avete sentito dire: "primi ex aequo"? Ebbene, indirettamente vi abbiamo già svelato la risposta: si scrive ex aequo, con la -a prima della -e; eppure la ricerca su Google della forma sbagliata della locuzione, ex equo, restituisce l'incredibile numero di 20 milioni di risultati; ex aequo, invece, compare "solamente" 6 milioni di volte.

Che vuol dire ex aequo? Qual è il suo significato?

Ex aequo è una locuzione avverbiale latina che significa a pari merito, in parti uguali, parole di cui è anche sinonimo. 

Ex aequo et bono o Ex equo et bono?

Nel Diritto Internazionale, con la formula "Ex aequo et bono, in quantum aequius melius", che significa: "Secondo ciò che è giusto ed equo, in quanto è meglio che sia più giusto", gli Stati coinvolti in una controversia internazionale possono chiedere all'organo giudicante di disapplicare le norme esistenti e decidere in base alla propria coscienza.

Frasi con ex aequo

  • Il premio è andato ex aequo a Palo e Luca.
  • Dopo aver vinto al lotto, Chiara e Marta hanno diviso la vincita ex aequo.

Instagram

Istagram

Istangram

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Siete appassionati di foto, followers e cuoricini ma non sapete se si scrive Instagram, Istangram o Istagram? Il famosissimo social network che dà spazio alle immagini e ai video si chiama Instagram, con una sola -n tra la -i e la -s.


Al lavoro

A lavoro

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Vi è mai capitato di scrivere un messaggio di scuse, dopo non aver risposto ad una telefonata, ma di non essere sicuri su quale tra "a lavoro o al lavoro" fosse la forma corretta da scrivere? La locuzione corretta è "al lavoro", in cui la parola lavoro viene preceduta dalla preposizione articolata al.

In questo caso non esiste una regola specifica in grado di spiegarci per quale motivo la forma articolata sia quella corretta; l'uso di una forma, piuttosto che un'altra è legato principalmente a delle abitudini consolidatesi nel tempo; per quel che riguarda il nostro quesito, l'Enciclopedia Treccani sostiene che la fraseologia ci suggerisce che la forma articolata "al lavoro" sia quella vigente e che la forma errata "a lavoro" sia tipica dell'Italiano Regionale. Anche il dizionario Garzanti tra i vari esempi di frasi che contengono la parola lavoro inserisce le seguenti: "mettersi al lavoro" e "andare al lavoro".

Casi simili ed eccezioni

Tra i casi simili a quello appena citato troviamo le locuzioni: "al mare", "al lago"; tra i casi in cui si utilizza, invece, la preposizione semplice a, ritroviamo: "a teatro", "a casa", "a scuola".

Piccola curiosità: la locuzione "a lavorare" si scrive con la preposizione semplice a (es. "devo andare a lavorare").

Frasi con "al lavoro"

  • Scusami se non ho potuto rispondere, ma sono al lavoro ("sono a lavoro" è un errore).
  • Possiamo rimanere fino a tardi, domani non devo andare al lavoro ("non devo andare a lavoro" è un errore).
  • Ho ricevuto la tua richiesta, mi metto subito al lavoro ("mi metto subito a lavoro" è un errore).

"Al lavoro, al lavoro, Cenerella"

Anche la Disney in "Cenerentola", cartone animato degli anni '50, utilizza la locuzione "al lavoro" nella canzone cantata dai topini; ecco il testo:

Cenerella, Cenerella, sempre in moto,
Cenerella, su in soffitta, giù in cantina,
Disfa i letti, vai in cucina,
Lava i piatti, il fuoco accendi,
Poi lava, stira e stendi,
Comandan sempre loro e
Ripeton tutte in coro
"al lavoro, al lavoro, Cenerella"

Ho trovato!
Ho trovato, ho trovato,
Il vestito è un po' antiquato,
Ma se noi ci diam da fare,
Si può rimodernare.
Con un bel nastro intorno
E del punto a giorno
Potrà alla festa andare, divertirsi e ballare 
E sarà fra tutti quanti la più bella!

 

Svelti, svelti
Ad aiutare, per la festa,
Cenerella, deve esser la più bella!
Su diamoci da fare!
E faremo un bel vestito a cenerella!


Wrestling

Wrestiling

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Siete appassionati di sport da combattimento ma non siete sicuri su quale tra wrestling o wrestiling sia la forma corretta della parola? Si scrive wrestling, senza la -i tra la -t e la -l. La parola contiene ben 7 consonanti e solamente due vocali.

Che cosa è il Wrestling? Qual è il suo significato?

Il wrestling è uno sport di lotta, tra spettacolo e combattimento. Come riporta Wikipedia, la sua origine risiede nelle esibizioni di compagnie itineranti nelle fiere di paese, ma con il passare del tempo è diventato famoso in tutto il mondo, soprattutto negli Stati Uniti. La parola "wrestling" è un termine inglese il cui significato in italiano è "lotta". I protagonisti di tali combattimenti vengono chiamati "wrestler". Grazie ai numerosissimi allenamenti svolti da parte degli atleti, i combattimenti sembrano reali, eppure i corpi inferti sono attutiti e per lo più scenografici. 

Curiosità

Nonostante si tratti di un errore, la ricerca della parola wrestiling su Google restituisce quasi un milione di risultati.


Irruzione

Irruzzione

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Un quesito molto in voga tra poliziotti e galeotti è "Irruzzione o Irruzione? Con una o due -z?". Per rispondere alla domanda ci serviremo della seguente regola grammaticale: davanti a -ion le consonanti -g e -z non vanno mai raddoppiate; dunque, si scrive irruzione, con una sola -Z. Ogni dizionario potrà confermarvi quanto è stato appena scritto.

Cosa vuol dire irruzione? Qual è il suo significato? Quali sono i suoi sinonimi? 

L'irruzione è l'entrata improvvisa e violenta in un luogo. Per quel che riguarda la sua etimologia, la parola deriva dal latino irruptionem, che è il participio passato del verbo irrumpere. Il suo sinonimo più calzante è blitz, tra gli altri sinonimi ritroviamo: incursione, scorreria e invasione. Ritirata e fuga sono i suoi contrari.

Frasi con irruzione

  • Tensione al Comune, uomo fa irruzione e "pretende colloquio" con il sindaco.
  • Irruzione della polizia nel nascondiglio abusivo. Trovata droga per 12mila euro. Nei guai due giovani con precedenti penali.

Irruzioni o Irruzzioni?

Come già accade per il singolare, anche al plurale si scrive irruzioni, con una -z.

Quesiti simili

Tra i quesiti simili a quello appena descritto ricordiamo i più consultati:


Appropriato

Appropiato

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"Appropiato o appropriato? Con o senza la -r tra la -p e la -i?", se si considera che per certe parole si ha la tendenza a modificare l'ordine delle lettere, si tratta di una domanda che può capitare di porsi. Si scrive appropriato, con la senconda -r tra la -p e la -i. 

Che vuol dire appropriato? Qual è il suo significato? Ha dei sinonimi? Ha dei contrari?

Risponderemo in ordine ad ognuna di queste domande. Quando viene utilizzato come aggettivo, appropriato significa ed è sinonimo di: adeguato, adatto. Ma appropriato è anche il participio passato del verbo appropriare e significa impossessato.

La parola deriva dal latino proprius (che vuol dire proprio). Sia "Propio" che "Appropiare" sono delle parole tipiche dei dialettismi e dell'italiano cosiddetto "popolare", tipico di coloro che, non conoscendo bene la lingua e utilizzando soprattutto il dialetto, commettono errori di vario genere. Il Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli, edito da HOEPLI, rinvia la forma "propio" a "proprio"; ciò significa che la forma corretta è la seconda e non la prima. Per lo stesso motivo, sia "appropiare" che "appropiato" sono degli errori.

Inappropriato, inadeguato e inadatto sono i suoi contrari.

Appropriati o Appropiati? Inappropriati o Inappropiati? Appropriatamente o Appropiatamente?

In realtà vi abbiamo già anticipato la risposta ma, qualora fosse necessario ribadirlo, sia il plurale di appropriato, appropriati, che il suo contrario, inappropriato, che l'avverbio da esso derivato, appropriatamente, si scrivono sempre con la senconda -r tra la -p e la -i.

Frasi con appropriato

  • Vogliamo il farmaco migliore e più appropriato, scelto dal medico in base alla valutazione del quadro clinico e personale complessivo.
  • La professoressa si aspetta da ogni alunno un linguaggio appropriato in classe.
  • Si è appropriato di un milione di euro provenienti dalle aziende sequestrate agli eredi del boss mafioso.

L'appropriazione indebita

Avvocati e magistrati sapranno benissimo come si scrive, ma gli altri? Anche in questo caso, sebbene alcuni lo scrivano erroneamente appropiazione indebita, ricordatevi sempre di scrivere appropriazione indebita, con la senconda -r tra la -p e la -i. 

L'appropriazione indebita è un reato che consiste nell'appropriarsi di beni di cui si sia già in possesso, a differenza del furto che presuppone anche una presa di possesso del bene.


Cinquecentottanta

Cinquecentoottanta

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In determinate occasioni ci capita di dover scrivere i numeri in lettere, ad esempio quando compiliamo un assegno. Non è una cosa molto complicata, ma alcuni numeri possono far sorgere in noi qualche dubbio, come ad esempio per 580. La domanda che molto spesso ci facciamo è: "Si scrive con due o con una sola -o?". La risposta corretta è cinquecentottanta, con una sola -o. Per scoprire perché vi basterà proseguire nella lettura.

Le perplessità nascono soprattutto nella scrittura dei numeri composti con 1 e 8. Tutti i numeri come venti, trenta, quaranta, cinquanta, ecc... elidono la vocale finale (la "i" per 20, la "a" per tutti gli altri) fondendola con la vocale iniziale del numero successivo; scriveremo quindi ventuno, ventotto, trentuno, trentotto, quarantuno, quarantotto, cinquantuno, cinquantotto, sessantuno, sessantotto, ecc...

Il numero cento, nella formazione dei numeri composti con uno e con otto, non si comporta così; il numero 100 e tutte le centinaia (duecento, trecento, quattrocento, ecc...), infatti, non elidono la vocale finale. Dunque non scriveremo centuno, centotto, trecentuno, trecentotto, novecentuno, novecentotto, ma centouno, centootto, trecentouno, trecentootto, quattrocentouno, quattrocentootto, ecc...

I numeri composti dalle centinaia e dalla decina "ottanta" (180, 280, 380...) invece tornano ad elidere la vocale finale; scriveremo quindi centottanta, duecentottanta, trecentottanta, ottocentottanta, ecc..., non centoottanta, duecentoottanta, trecentoottanta, ottocentoottanta...

Il numero mille non elide in nessun numero composto la vocale finale; scriveremo quindi milleuno, milledue, milletré, milleotto, milleottanta, ecc...