A posto

Apposto

Approfondimenti

Quante volte vi è capitato di sentirvi intimare di mettere a posto la camera o di sentirvi dire "devi mettere la testa a posto"? Se vi è capitato di chiedervi almeno una volta se si scrive apposto o a posto, abbiamo la risposta alla vostra domanda. In casi come quelli appena citati si dovrà scrivere a posto, staccato e senza raddoppiare la p. La forma mettere apposto è dunque sbagliata. Di conseguenza, sebbene siano citate in film e canzoni, anche la grafie tutt’apposto e tuttapposto sono sbagliate.

Tutto a posto o Tutto apposto?

Lo stesso ragionamento è valido per la locuzione tutto a posto, che si scrive staccata e senza il raddoppiamento della p.

Apposto è sempre sbagliato?

Non sempre. La forma apposto, unita, è il participio passato del verbo apporre, che in questo contesto è del tutto inapproriato. Il suo utilizzo è corretto nei casi come quello che vi mostriamo nelle frasi di seguito:

  • Ho apposto la mia firma sul documento.
  • Il divieto sarà apposto in Via Roma, nel tratto che interesserà la manifestazione.

La lingua parlata e il raddoppiamento fonosintattico

Non fatevi ingannare dalla lingua parlata, in cui è frequente il raddoppiamento fonosintattico (= il raddoppiamento subìto nella pronuncia della consonante iniziale di una parola legata alla precedente), fenomeno caratteristico soprattutto del toscano e dei dialetti meridionali. Anche a posto può subire il raddoppiamento fonosintattico nella lingua parlata, ma questo non consente eccezioni alla regola. La locuzione non ha subito il fenomeno dell'univerbazione che ha caratterizzato, invece, parole come soprattutto, cosiddetto, contraccolpo.

Se siete in vena di approfondire l'argomento potreste dare un'occhiata a un quesito molto simile: farlo a posta o farlo apposta, ma la cui risposta potrebbe un po' spiazzarvi.

Frasi con a posto

Ecco alcune frasi che vi aiuteranno a utilizzare correttamente la locuzione:

  • Non desideriamo altro. Siamo a posto così, grazie.
  • I conti e lo stato di attuazione del programma sono a posto.
  • Sono stanca del tuo comportamento. Fossi in te cercherei di mettere a posto la situazione immediatamente.
  • Ciao ragazzi come va? Tutto a posto?

Tutto apposto a ferragosto, la canzone e Tuttapposto, il Film

In molti ricorderanno il brano di Dance Elettronica "Tutto Apposto a Ferragosto", che nel 2010 l'artista Wender inserì nel proprio album Alpaca. Più recente è, invece, il film "Tuttapposto". Il lungometraggio, diretto da Gianni Costantino e interpretato da Roberto Lipari, Luca Zingaretti, Monica Guerritore, Paolo Sassanelli e Sergio Friscia è uscito nelle sale italiane il 3 ottobre 2019.

Non lasciatevi condizionare: in entrambi casi si tratta di storpiature volute.


Sufficiente

Sufficente

Approfondimenti

Se scriverete sufficente senza i, sicuramente in italiano non raggiungerete la sufficienza!!!

Sufficiente si scrive con la I; il termine, infatti, deriva dal verbo latino sufficio, composto a sua volta da sub (= sotto) e facere (= fare).


Commovente

Commuovente

Approfondimenti

Questo quesito nasce dalla personale lettura di un post scritto da un personaggio famoso che, dovendo esprimere un parere su un libro appena letto, lo definisce commuovente. Siccome nessuno è perfetto e anche noi ogni tanto sbagliamo, abbiamo intrapreso una ricerca su questo termine, per cercare di capire se commuovente fosse davvero una forma corretta. Facendo una rapida ricerca su Google, ci siamo resi conto che molte persone sono preda di questo dubbio. In realtà non è un dilemma così strano, se si considera che commovente è il participio presente del verbo commuovere, che all'infinito presenta una -u. Molte persone, quindi, si domandano il motivo per cui questa u non è presente anche nel participio presente commovente, che diventerebbe quindi *commuovente.

Questo verbo ha subito il cosiddetto dittongo mobile presente anche nella coniugazione del verbo muovere (il participio presente di muovere, infatti, è movente, non *muovente); l'unica forma corretta, pertanto, è commovente, senza la -u, a discapito del big che ha erroneamente scritto commuovente. Se fosse necessario ripeterlo ancora una volta, commuovente, con la -u, è un errore.

Dalla ricerca effettuata ci siamo accorti che questo strafalcione è presente nelle pubblicazioni di numerosi studiosi e, inoltre, in alcuni siti web di grammatica italiana, eppure sia il dizionario Treccani che il Gabrielli sono della stessa opinione: commovente è l'unica forma corretta. Tutto questo ci fa comprendere quanto sia complicata, ma nello stesso tempo affascinante, la nostra cara e amata lingua italiana.

Che vuol dire commovente? Qual è il suo significato? Esiste un sinonimo? Quali sono i suoi contrari?

Commovente significa emozionante, appassionante, toccante; queste parole sono anche sinonimi del vocabolo in questione. Per quanto riguarda la sua etimologia, il verbo commuovere deriva dal latino commovere. Tra i contrari di commovente abbiamo le seguenti parole: esilarante, divertente, comico.

Commoventi o Commuoventi?

Anche per il plurale di commovente vale quanto è stato detto finora, si scrive commoventi, senza la -u.


Un'altra

Un altra

Approfondimenti

La regola da seguire è quella che ci hanno insegnato alle scuole elementari: un va apostrofato quando seguono dei sostantivi di genere femminile.

Es.: un'anatra, un'amica..

Perché? Una è l'unico articolo indeterminativo femminile della lingua italiana e dinanzi a una parola cominciante per vocale va eliso (l'elisione è la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale; il fenomeno è graficamente segnalato per mezzo di un apostrofo).

Es.: Una amica---> una amica---> un'amica

Per il maschile non occorre l'apostrofo perché oltre a uno esiste la forma un, dunque non è necessaria alcuna elisione.

Es.: Un amico, un albero...


Un altro

Un'altro

Approfondimenti

Si scrive UN ALTRO, senza apostrofo. Come già accade per qualcun altro, non siamo infatti in presenza di elisione (= perdita della vocale finale di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente), normalmente segnalata dall’apostrofo (es.: un'amica), bensì di un TRONCAMENTO (o apocope).


Dopotutto

Dopo tutto

Approfondimenti

Se intendiamo usarlo come avverbio, nel senso di "alla fin fine, tutto sommato, in fin dei conti", si scrive dopotutto.

Es.: Dopotutto è una bella occasione!

Dopo tutto, invece, indica qualcosa che sia avvenuta "dopo tutto".

Es.: È normale che sia stanco dopo tutto quello che ha fatto.


Dopodomani

Dopo domani

Approfondimenti

Nell’italiano contemporaneo la grafia corretta è dopodomani.

Originariamente "dopodomani" si scriveva separato (dopo domani).

«Dopo domani», rispose ancora Geltrude (A. Manzoni, Fermo e Lucia).

Dunque, dopodomani rientra tra quelle parole che, pur essendo originariamente separate, oggi sono scritte unite, come sottosopra (http://comesiscrive.it/dubbi/sottosopra-o-sotto-sopra/), soprattutto (http://comesiscrive.it/dubbi/si-scrive-soprattutto-o-sopratutto/) ecc..

Si mantengono nella forma separata, per esempio, d'accordo (http://comesiscrive.it/dubbi/daccordo-o-daccordo/), a fianco, ecc...

L'univerbazione di dopodomani si è affermata nel corso del Novecento.


Accelerare

Accellerare

Approfondimenti

L'unica forma corretta e ammissibile, senza alcuna eccezione alla regola, è accelerare, con una l sola. Questo vale per tutti i modi, con i relativi tempi, del verbo accelerare: indicativo (accelero, accelererò, acceleravo...), congiuntivo (che io acceleri, che io accelerassi...), condizionale (io accelererei...) e così via. Lo stesso vale per il sostantivo accelerazione e l'aggettivo celere, da cui il verbo accelerare deriva; si scrivono tutti con una sola l.

Il linguista Aldo Gabrielli, in Si dice o non si dice? (la versione fornita su Corriere.it è stata rivista da Paolo Pivetti) raccomanda :  "Acceleriamo pure, ma con una l sola perché il verbo deriva dall’aggettivo celere, che, proprio non ci son dubbi, di l ne ha una".


Dopodiché

Dopo di ché

Dopo di che

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Vi siete mai chiesti come si scrive dopodiché? Se si scrive unito o staccato? La forma corretta è dopodiché unita. L'avverbio è l'univerbazione dei vocaboli dopo di che. Accento grave o accento acuto? Si scrive con l'accento acuto perché la e finale è chiusa, non aperta (quindi, se non volete commettere un errore, non scrivete dopodichè).

È possibile scrivere anche la forma staccata, dopo di che, sebbene sia più rara. Fate attenzione a non scrivere dopo di ché con l'accento, anche in questo caso commettereste un errore. Tra le due forme ammesse dalla lingua italiana preferiamo e consigliamo la forma tutta attaccata, che è senza dubbio la più comune, ma la scelta finale spetta solo a voi.

Significato e sinonimi di dopodiché? Poi, in seguito, infine.

A scopo puramente esemplificativo vi mostriamo alcune frasi con dopodiché:

  • Ci siamo visti una volta al bar, dopo di che non ho avuto più sue notizie.
  • Ho intenzione di buttarmi questa brutta storia alle spalle, dopodiché prenderò il primo treno per allontanarmi via da qui.

E finale con accento acuto o grave? Ecco alcuni quesiti simili a quello appena descritto:

​Unito o staccato? Ecco alcuni quesiti simili a quello appena descritto:


A meno che

Amenoche/amenoché

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Si scrive a meno che, non amenoche, amenoché e neppure ammenoche/ammenoché.

A meno che è una congiunzione restrittiva che serve a presentare un'eccezione.

 


Soprattutto

Sopratutto

Approfondimenti

Se vi state chiedendo se si scrive sopratutto o soprattutto, sappiate che si dice soprattutto con 4 T, e non con 3 T. Nei vocabolari sopratutto e sopra tutto sono indicate come forme meno comuni, ma molti professori le considerano comunque errate. Personalmente vi consigliamo di non utilizzarle e di non lasciarvi ingannare da casi simili come oltretutto o oltrettutto, dopotutto, in cui, invece, non avviene il raddoppiamento sintattico.

Cosa vuol dire soprattutto? Qual è il suo significato? Quali sono i suoi sinonimi?

L'avverbio è sinonimo di: anzitutto, innanzituttoprima di tutto, sopra ogni altra cosa.

Ci sono alcune parole che, differentemente da quella appena analizzata, non hanno subito il fenomeno dell'univerbazione. Se vi va di approfondire l'argomento potreste dare un'occhiata al quesito a posto o apposto?

Sopra tutto Fernet-Branca

Sin dagli anni '80 il famosissimo amaro italiano Fernet-Branca ha pubblicizzato il proprio prodotto attraverso il claim "Sopra tutto Fernet-Branca". In realtà, sin dalle prime versioni dello spot, è evidente che gli autori della pubblicità abbiano voluto giocare con la somiglianza del suono di sopra tutto e soprattuto, al punto tale da far sembrare, specie nelle prime versioni della pubblicità, che la voce fuori campo dicesse "Soprattutto Fernet-Branca".


Eccezionale

Eccezzionale

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, dovete scrivere addizione, sottrazione e colazione, non addizzione, sottrazzione e colazzione; lo stesso vale per eccezionale/ eccezione.

Consultando qualunque dizionario, potrete constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


Altro che

Altroché

Approfondimenti

Le forme sono entrambe corrette, ma rivestono funzioni differenti; bisogna capire la forma esatta da utilizzare a seconda della frase che abbiamo dinanzi. 

Nell'enunciato "Altroché se ci conosciamo!" altroché ha il significato di "certamente, certo che, come no"; in questi casi va scritto tutto unito e con l'accento finale acuto (é, non è).

In frasi del tipo "In frigo non c'è altro che un litro di latte" oppure "Sei felice? Altro che felice, sono tristissimo" va scritto staccato (un altro esempio di questa seconda funzione è presente nel titolo della canzone degli 883 Nient'altro che noi, pubblicata nell'album Grazie mille del 1999).


Buonasera

Buona sera

Approfondimenti

Quante volte ci sarà capitato di chiederci se fosse più corretto scrivere buona sera o buonasera e di non essere sicuri se fosse più giusto scriverlo staccato o attaccato. La domanda è più che lecita e la risposta è meno banale di quanto si possa immaginare. Per tale motivo, per rispondere al quesito è opportuno effettuare alcune osservazioni, valide anche per buongiorno e buonanotte. Quindi, come si scrive buonasera? Entrambe le forme sono corrette: si può scrivere sia attaccato che staccato; questo, però, non è sempre possibile: quando buonasera, buongiorno, e buonanotte rivestono la funzione di sostantivi, si adopera sempre la forma tutta unita.

Frasi con buonasera

A titolo esemplificativo, riportiamo alcune frasi che vi aiuteranno a farvi capire meglio quale delle sue forme è più opportuno utilizzare a seconda del contesto:

A. Non sei stato molto educato, avresti dovuto darle la buonasera.

In casi come questo buonasera NON è un SINTAGMA composto dall'aggettivo buona (o dal maschile buon) e dal nome sera, MA un SOSTANTIVO e per tale motivo potete scriverlo solamente unito.

La situazione cambia nelle seguenti frasi in cui, il vocabolo viene utilizzato come saluto, per tale motivo possiamo scriverlo in entrambi i modi:

B. Buonasera a tutti! La mia è stata una giornata particolarmente intensa. La vostra?

C. Buona sera signore! Come posso aiutarla?

Sebbene entrambe le forme siano corrette, noi consigliamo di usare la forma tutta unita, soprattutto nelle lettere formali, perché risulta più elegante e raffinata.

Espressioni come buona serata, buon pomeriggio, buona giornata, buona nottata, buon weekend non si conformano a questa regola e non devono essere univerbate e per tale motivo vanno scritte sempre separate.

Quando si dice buonasera? Da che ora a che ora?

Generalmente si dice buonasera dalle 19.00 fino alle 21.00; si dice buonanotte quando si va a dormire; si dice buongiorno da quando ci si sveglia fino alle 12.00, si usa buon pomeriggio dalle 12.00 fino alle 19.00.


Sottosopra

Sotto sopra

Approfondimenti

Nell'italiano contemporaneo "sottosopra" va scritto sempre unito, mai separato!


A proposito

Approposito

Approfondimenti

La forma corretta è "a proposito", non "approposito". Fate attenzione a non farvi ingannare dalla lingua parlata! I dialetti di alcune regioni, infatti, in casi come questi tendono a raddoppiare le consonanti e a pronunciare la parola come univerbata.


D'altronde

Daltronde

Approfondimenti

Vi siete mai chiesti: "Daltronde o d'altronde, come si scrive?". Sicuramente si tratta di un dilemma che avrà afflitto parecchi italiani almeno una volta nella vita. Si scrive d’altronde con l'apostrofo. Si tratta di una locuzione avverbiale che deriva dall'accorpamento di "di altronde". L'Accademia della Crusca indica daltronde come forma rara e desueta. Il nostro consiglio è di utilizzare la forma d’altronde, con l'apostrofo, che è senza dubbio quella corretta!

Cosa significa d'altronde? Sinonimi? D'altraparte, ad ogni modo, comunque.

Ecco alcune frasi con d'altronde che vi aiuteranno a comprenderne più facilmente il significato e il corretto utilizzo:

  • Alla fine è stato bocciato, d’altronde non aveva alcuna possibilità di superare l'esame.
  • Ho deciso che tra noi è finita, d'altronde non è che tu ci tenessi più di tanto a tenere in piedi il nostro rapporto.

Ci sono altre parole che, come quella appena analizzata, possono essere scritte sia staccate che separate, ma che potrebbero far venire il dubbio "staccato o unito?" Eccone alcune:

​altre, invece, che si scrivono solamente staccate:

altre, infine, che possono essere scritte solamente unita:


Tra l'altro

Tralaltro

Approfondimenti

"Tralaltro o tra l’altro, come si scrive? Con o senza l'apostrofo?". Chi lo scrive unito molto spesso sbaglia perché si lascia condizionare dalla lingua parlata; invece è corretto scrivere tra l'altro separato e con l'apostrofo;

Sia il DOP (Dizionario di Ortografia e Pronuncia) che l'Accademia della Crusca confermano che si tratta di uno di quei vocaboli che deve essere scritto sempre separato. Quindi, sebbene lo pronunciate come un'unica parola, scrivere tralaltro è sbagliato.

Cosa significa tra l'altro?

Il suo significato è: fra le altre cose; oltre al resto.

Frasi con tra l'altro

Per aiutarvi a comprendere più facilmente la corretta grafia della locuzione, vi riportiamo alcune frasi d'esempio che potrebbero tornarvi utili:

  • Scusami ma proprio non riesco proprio a venire, tra l'altro non sono riuscito nemmeno a pranzare oggi.
  • Giuseppe è del tutto inaffidabile, tra l’altro sto ancora aspettando che mi confermi il suo arrivo per domani.

La lingua italiana è piena di parole che, come quella appena analizzata, si scrivono con l'apostrofo, ma che potrebbero far venire il dubbio "con o senza?". Eccone alcune:

Altre che si scrivono solamente unite:

​altre, invece, che si scrivono solamente staccate:

altre, infine, che possono essere scritte sia staccate che separate: