Sufficiente

Sufficente

Approfondimenti

Se scriverete sufficente senza i, sicuramente in italiano non raggiungerete la sufficienza!!!

Sufficiente si scrive con la I; il termine, infatti, deriva dal verbo latino sufficio, composto a sua volta da sub (= sotto) e facere (= fare).


Commovente

Commuovente

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Questo quesito nasce dalla personale lettura di un post scritto da un personaggio famoso che, dovendo esprimere un parere su un libro appena letto, lo definisce commuovente. Siccome nessuno è perfetto e anche noi ogni tanto sbagliamo, abbiamo intrapreso una ricerca su questo termine, per cercare di capire se commuovente fosse davvero una forma corretta. Facendo una rapida ricerca su Google, ci siamo resi conto che molte persone sono preda di questo dubbio. In realtà non è un dilemma così strano, se si considera che commovente è il participio presente del verbo commuovere, che all'infinito presenta una -u. Molte persone, quindi, si domandano il motivo per cui questa u non è presente anche nel participio presente commovente, che diventerebbe quindi *commuovente.

Questo verbo ha subito il cosiddetto dittongo mobile presente anche nella coniugazione del verbo muovere (il participio presente di muovere, infatti, è movente, non *muovente); l'unica forma corretta, pertanto, è commovente, senza la -u, a discapito del big che ha erroneamente scritto commuovente. Se fosse necessario ripeterlo ancora una volta, commuovente, con la -u, è un errore.

Dalla ricerca effettuata ci siamo accorti che questo strafalcione è presente nelle pubblicazioni di numerosi studiosi e, inoltre, in alcuni siti web di grammatica italiana, eppure sia il dizionario Treccani che il Gabrielli sono della stessa opinione: commovente è l'unica forma corretta. Tutto questo ci fa comprendere quanto sia complicata, ma nello stesso tempo affascinante, la nostra cara e amata lingua italiana.

Che vuol dire commovente? Qual è il suo significato? Esiste un sinonimo? Quali sono i suoi contrari?

Commovente significa emozionante, appassionante, toccante; queste parole sono anche sinonimi del vocabolo in questione. Per quanto riguarda la sua etimologia, il verbo commuovere deriva dal latino commovere. Tra i contrari di commovente abbiamo le seguenti parole: esilarante, divertente, comico.

Commoventi o Commuoventi?

Anche per il plurale di commovente vale quanto è stato detto finora, si scrive commoventi, senza la -u.


Un'altra

Un altra

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La regola da seguire è quella che ci hanno insegnato alle scuole elementari: un va apostrofato quando seguono dei sostantivi di genere femminile.

Es.: un'anatra, un'amica..

Perché? Una è l'unico articolo indeterminativo femminile della lingua italiana e dinanzi a una parola cominciante per vocale va eliso (l'elisione è la caduta di una vocale finale non accentata davanti a una parola che inizia per vocale; il fenomeno è graficamente segnalato per mezzo di un apostrofo).

Es.: Una amica---> una amica---> un'amica

Per il maschile non occorre l'apostrofo perché oltre a uno esiste la forma un, dunque non è necessaria alcuna elisione.

Es.: Un amico, un albero...


Un altro

Un'altro

Approfondimenti

Si scrive UN ALTRO, senza apostrofo. Come già accade per qualcun altro, non siamo infatti in presenza di elisione (= perdita della vocale finale di una parola davanti alla vocale iniziale della parola seguente), normalmente segnalata dall’apostrofo (es.: un'amica), bensì di un TRONCAMENTO (o apocope).


Dopotutto

Dopo tutto

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Se intendiamo usarlo come avverbio, nel senso di "alla fin fine, tutto sommato, in fin dei conti", si scrive dopotutto.

Es.: Dopotutto è una bella occasione!

Dopo tutto, invece, indica qualcosa che sia avvenuta "dopo tutto".

Es.: È normale che sia stanco dopo tutto quello che ha fatto.


Dopodomani

Dopo domani

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Nell’italiano contemporaneo la grafia corretta è dopodomani.

Originariamente "dopodomani" si scriveva separato (dopo domani).

«Dopo domani», rispose ancora Geltrude (A. Manzoni, Fermo e Lucia).

Dunque, dopodomani rientra tra quelle parole che, pur essendo originariamente separate, oggi sono scritte unite, come sottosopra (http://comesiscrive.it/dubbi/sottosopra-o-sotto-sopra/), soprattutto (http://comesiscrive.it/dubbi/si-scrive-soprattutto-o-sopratutto/) ecc..

Si mantengono nella forma separata, per esempio, d'accordo (http://comesiscrive.it/dubbi/daccordo-o-daccordo/), a fianco, ecc...

L'univerbazione di dopodomani si è affermata nel corso del Novecento.


Accelerare

Accellerare

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L'unica forma corretta e ammissibile, senza alcuna eccezione alla regola, è accelerare, con una l sola. Questo vale per tutti i modi, con i relativi tempi, del verbo accelerare: indicativo (accelero, accelererò, acceleravo...), congiuntivo (che io acceleri, che io accelerassi...), condizionale (io accelererei...) e così via. Lo stesso vale per il sostantivo accelerazione e l'aggettivo celere, da cui il verbo accelerare deriva; si scrivono tutti con una sola l.

Il linguista Aldo Gabrielli, in Si dice o non si dice? (la versione fornita su Corriere.it è stata rivista da Paolo Pivetti) raccomanda :  "Acceleriamo pure, ma con una l sola perché il verbo deriva dall’aggettivo celere, che, proprio non ci son dubbi, di l ne ha una".


Dopodiché

Dopo di ché

Dopo di che

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Vi siete mai chiesti come si scrive dopodiché? Se si scrive unito o staccato? La forma corretta è dopodiché, scritta unita. L'avverbio è l'univerbazione dei vocaboli dopo, di e che.

Si scrive con l'accento grave o con l'accento acuto? Perché?

Dopodiché si scrive con l'accento acuto perché la e- finale è chiusa, non aperta (quindi, se non volete commettere un errore, non scrivete dopodichè).

La forma staccata dopo di che è corretta?

È possibile scrivere anche la forma staccata, dopo di che, sebbene sia più rara. Fate attenzione a non scrivere dopo di ché, con l'accento, anche in questo caso commettereste un errore. Tra le due forme ammesse dalla lingua italiana preferiamo e consigliamo la forma attaccata, che è senza dubbio la più comune.

Significato e sinonimi di dopodiché?

L'avverbio significa: poi, in seguito, infine.

Frasi con dopodiché

A scopo puramente esemplificativo vi mostriamo alcune frasi con dopodiché:

  • Ci siamo visti una volta al bar, dopodiché non ho avuto più sue notizie.
  • Ho intenzione di buttarmi questa brutta storia alle spalle, dopodiché prenderò il primo treno per allontanarmi via da qui.

E finale con accento acuto o grave? Ecco alcuni quesiti simili a quello appena descritto:

​Unito o staccato? Ecco alcuni quesiti simili a quello appena descritto:


A meno che

Amenoche/amenoché

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Si scrive a meno che, non amenoche, amenoché e neppure ammenoche/ammenoché.

A meno che è una congiunzione restrittiva che serve a presentare un'eccezione.

 


Soprattutto

Sopratutto

Approfondimenti

Vi è mai capitato di chiedervi "si scrive sopratutto o soprattutto? Con 4 t- o con 3 t-?"? Ebbene, la grafia corretta è soprattutto, con 4 t-, e non con 3 t-. Anche se le forme sopratutto e sopra tutto vengono indicate da molti vocabolari come forme meno comuni, ve ne sconsigliamo l'utilizzo.

Perché si scrive soprattutto e non sopratutto? Si può scrivere sopra tutto?

Diversamente da quanto avviene per casi simili come oltretutto e dopotutto, per la parola soprattutto si verifica un raddoppiamento sintattico, ovvero le due parole vicine, sopra e tutto, dopo aver subito il fenomeno dell'univerbazione (diventano un'unica parola), raddoppiano la consonante t-. Ne deriva che la grafia sopra tutto è sbagliata.

Cosa vuol dire soprattutto? Qual è il suo significato? Quali sono i suoi sinonimi?

L'avverbio soprattutto significa ed è sinonino di: prima di tutto, sopra ogni altra cosa, anzituttoinnanzitutto.

Curiosità: "Sopra tutto" Fernet-Branca

Sin dagli anni '80 il famosissimo amaro italiano Fernet-Branca ha pubblicizzato il proprio prodotto attraverso il claim "Sopra tutto Fernet-Branca". In realtà, sin dalle prime versioni dello spot, è evidente che gli autori della pubblicità abbiano voluto giocare con la somiglianza del suono di sopra tutto e soprattutto, al punto tale da far sembrare, specie nelle prime versioni della pubblicità, che la voce fuori campo dicesse "Soprattutto Fernet-Branca".


Eccezionale

Eccezzionale

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Davanti a -ion le consonanti g e z non vanno mai raddoppiate; dunque, dovete scrivere addizione, sottrazione e colazione, non addizzione, sottrazzione e colazzione; lo stesso vale per eccezionale/ eccezione.

Consultando qualunque dizionario, potrete constatare che l'unica forma corretta è quella con una sola z.


Altro che

Altroché

Approfondimenti

Le forme sono entrambe corrette, ma rivestono funzioni differenti; bisogna capire la forma esatta da utilizzare a seconda della frase che abbiamo dinanzi. 

Nell'enunciato "Altroché se ci conosciamo!" altroché ha il significato di "certamente, certo che, come no"; in questi casi va scritto tutto unito e con l'accento finale acuto (é, non è).

In frasi del tipo "In frigo non c'è altro che un litro di latte" oppure "Sei felice? Altro che felice, sono tristissimo" va scritto staccato (un altro esempio di questa seconda funzione è presente nel titolo della canzone degli 883 Nient'altro che noi, pubblicata nell'album Grazie mille del 1999).


Buonasera

Buona sera

Approfondimenti

Quante volte ci sarà capitato di chiederci se fosse più corretto scrivere buona sera o buonasera e di non essere sicuri se fosse più giusto scriverlo staccato o attaccato. La domanda è più che lecita e la risposta è meno banale di quanto si possa immaginare. Per tale motivo, per rispondere al quesito è opportuno effettuare alcune osservazioni, valide anche per buongiorno e buonanotte. Quindi, come si scrive buonasera? Entrambe le forme sono corrette: si può scrivere sia attaccato che staccato; questo, però, non è sempre possibile: quando buonasera, buongiorno, e buonanotte rivestono la funzione di sostantivi, si adopera sempre la forma tutta unita.

Frasi con buonasera

A titolo esemplificativo, riportiamo alcune frasi che vi aiuteranno a farvi capire meglio quale delle sue forme è più opportuno utilizzare a seconda del contesto:

A. Non sei stato molto educato, avresti dovuto darle la buonasera.

In casi come questo buonasera NON è un SINTAGMA composto dall'aggettivo buona (o dal maschile buon) e dal nome sera, MA un SOSTANTIVO e per tale motivo potete scriverlo solamente unito.

La situazione cambia nelle seguenti frasi in cui, il vocabolo viene utilizzato come saluto, per tale motivo possiamo scriverlo in entrambi i modi:

B. Buonasera a tutti! La mia è stata una giornata particolarmente intensa. La vostra?

C. Buona sera signore! Come posso aiutarla?

Sebbene entrambe le forme siano corrette, noi consigliamo di usare la forma tutta unita, soprattutto nelle lettere formali, perché risulta più elegante e raffinata.

Espressioni come buona serata, buon pomeriggio, buona giornata, buona nottata, buon weekend non si conformano a questa regola e non devono essere univerbate e per tale motivo vanno scritte sempre separate.

Quando si dice buonasera? Da che ora a che ora?

Generalmente si dice buonasera dalle 19.00 fino alle 21.00; si dice buonanotte quando si va a dormire; si dice buongiorno da quando ci si sveglia fino alle 12.00, si usa buon pomeriggio dalle 12.00 fino alle 19.00.


Sottosopra

Sotto sopra

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Nell'italiano contemporaneo "sottosopra" va scritto sempre unito, mai separato!


A proposito

Approposito

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La forma corretta è "a proposito", non "approposito". Fate attenzione a non farvi ingannare dalla lingua parlata! I dialetti di alcune regioni, infatti, in casi come questi tendono a raddoppiare le consonanti e a pronunciare la parola come univerbata.


D'altronde

Daltronde

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Vi siete mai chiesti: "Daltronde o d'altronde, come si scrive?". Sicuramente si tratta di un dilemma che avrà afflitto parecchi italiani almeno una volta nella vita. Si scrive d’altronde con l'apostrofo. Si tratta di una locuzione avverbiale che deriva dall'accorpamento di "di altronde". L'Accademia della Crusca indica daltronde come forma rara e desueta. Il nostro consiglio è di utilizzare la forma d’altronde, con l'apostrofo, che è senza dubbio quella corretta!

Cosa significa d'altronde? Sinonimi? D'altraparte, ad ogni modo, comunque.

Ecco alcune frasi con d'altronde che vi aiuteranno a comprenderne più facilmente il significato e il corretto utilizzo:

  • Alla fine è stato bocciato, d’altronde non aveva alcuna possibilità di superare l'esame.
  • Ho deciso che tra noi è finita, d'altronde non è che tu ci tenessi più di tanto a tenere in piedi il nostro rapporto.

Ci sono altre parole che, come quella appena analizzata, possono essere scritte sia staccate che separate, ma che potrebbero far venire il dubbio "staccato o unito?" Eccone alcune:

​altre, invece, che si scrivono solamente staccate:

altre, infine, che possono essere scritte solamente unita:


Tra l'altro

Tralaltro

Approfondimenti

"Tralaltro o tra l’altro, come si scrive? Con o senza l'apostrofo?". Molto probabilmente, chi sbaglia a scriverlo si lascia condizionare dalla lingua parlata, ma l'unica grafia corretta è tra l'altro, scritto separato e con l'apostrofo.

Sia il DOP (Dizionario di Ortografia e Pronuncia) che l'Accademia della Crusca asseriscono che "tra l'altro" è una locuzione che deve essere scritta sempre separata. Quindi, sebbene la pronuncia possa suggerire che si tratti di un'unica parola, tralaltro, scritto unito, è sbagliato.

Che vuol dire tra l'altro? Cosa significa?

Il significato di tra l'altro è: fra le altre cose; oltre al resto.

Frasi con tra l'altro

Per aiutarvi a comprendere più facilmente la corretta grafia della locuzione, vi riportiamo alcune frasi d'esempio che potrebbero tornarvi utili:

  • Scusami ma proprio non riesco proprio a venire, tra l'altro non sono riuscito nemmeno a pranzare oggi.
  • Giuseppe è del tutto inaffidabile, tra l’altro sto ancora aspettando che mi confermi il suo arrivo per domani.

La lingua italiana è piena di parole che, come quella appena analizzata, si scrivono con l'apostrofo, ma per le quali si potrebbe avere il dubbio "si scrive con o senza l'apostrofo?". Eccone alcune:

Poi, ci sono alcune parole che si scrivono solamente unite:

​Altre, invece, si scrivono solamente staccate:

altre, infine, possono essere scritte sia staccate che separate:


Tutt’oggi

Tuttoggi

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"Tuttoggi o tutt’oggi, con o senza l'apostrofo", è un dubbio frequente per molti italiani. È senza dubbio più corretto scrivere tutt'oggi con l'apostrofo; infatti, sebbene nel DOP sia segnalata come corretta anche la forma tuttoggi, unita e senza apostrofo, questa è rarissima e sempre più in disuso. Anche l'Accademia della Crusca conferma quanto appena detto, meglio la forma con l'apostrofo.

Cosa vuol dire tutt'oggi? Qual è il suo significato?

Tutt’oggi significa: ancora oggi, tuttora, finora; parole di cui è anche sinonimo.

Frasi con tutt'oggi

Molto spesso tutt'oggi viene anticipato dalla preposizione semplice "a". Per comodità, riportiamo alcune frasi che vi aiuteranno a comprenderne più facilmente il corretto utilizzo:

  • A tutt'oggi costituisce sotto ogni aspetto un ambito inesplorato.
  • A tutt’oggi non ho ancora ricevuto notizie da parte sua.

La lingua italiana è piena di parole che, come quella appena analizzata, si scrivono con l'apostrofo, ma che potrebbero far venire il dubbio "con o senza?" Eccone alcune:

Altre che si scrivono solamente unite:

​altre, invece, che si scrivono solamente staccate:

altre, infine, che possono essere scritte sia staccate che separate: