Sennonché

Se non che

Senonché

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Questione aperta su cui i pareri non sono unanimi. Se non che (o Senonché o Sennonché) è una congiunzione con valore:

  • avversativo: equivale a "ma, però".  Es.: Sarei venuta alla tua festa, sennonché mi sono ammalata;
  • eccettuativo: equivale a "fuorché, tranne che, salvo il fatto che".  Es.: Non ti dico altro se non che è necessario che tu studi".

Vi è chi ritiene che si debba scrivere sennonché quando la congiunzione ha valore avversativo; la grafia separata se non che o quella univerbata con una N, senonché, sarebbero preferibili nei casi in cui la congiunzione ha valore eccettuativo.

I linguisti e i vocabolari non sono concordi sulla questione e, dunque, non vi sono regole definite per risolvere tale problema.

Gli studiosi si dividono su un' altra questione, relativa alla grafia univerbata senonché. Ebbene, questa congiunzione è un'univerbazione di se non che; poiché spesso dopo il "se" avviene il raddoppiamento fonosintattico (ad esempio se no può diventare sennò, ma non senò; abbiamo inoltre sebbene, seppure, ecc..), alcuni grammatici ritengono che si dovrebbe scrivere sennonché e considerano errata la forma senonché.

 Tuttavia recenti dizionari registrano ambedue le forme. Lo scrittore Dino Buzzati usa sovente la grafia senonché.

"Senonché in mezzo a questi pensieri, udì battere a una porta" (D. Buzzati, "Racconto di Natale")

Concludendo, nessuna delle tre grafie può considerarsi errata!


Nullaosta

Nulla osta

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Nulla osta (o nullaosta) si può scrivere sia separato, che attaccato. E' un nome maschile invariabile.

Cos'è il nulla osta? E' una dichiarazione scritta con cui la competente autorità amministrativa rilascia, a chi l'ha richiesto, il permesso o di emanare un provvedimento o di intraprendere una data attività, avendo attestato l’inesistenza di contrarietà o impedimenti allo svolgimento di ciò l'interessato chiede di poter fare.

Questo nome è composto da "nulla" e "osta", terza pers. sing. del pres. indic. del verbo ostare, che significa "essere d'impedimento"; nulla osta significa, quindi, "nulla è d'impedimento".

Questo nome deriva dal latino nihil obstat, locuzione che, tradotta letteralmente, significa "niente si oppone". Il verbo latino obstare, a sua volta, è composto dal verbo stare e dalla preposizione ob, che significa "davanti a"; dunque obstare = stare davanti a.


Sopralluogo

Sopraluogo

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Vi è mai capitato di chiedervi: "Si scrive sopraluogo o sopralluogo? Con una o due L?". Per fortuna, la grammatica italiana ci fornisce una regola che vi permetterà di ottenere una risposta definitiva a questa domanda e a domande di questo tipo: la preposizione "sopra", usata come prefisso per la formazione di parole composte, causa il raddoppiamento della consonante iniziale della parola successiva: soprammobile, sopracciglio, sopravvivere, sopraffare, sopraffino, sopraggiungere, soprattutto, soprannome e, come in questo caso, sopralluogo, che si scrive con 2 L.

Sopraluogo, con una l-, è sbagliato?

I principali dizionari italiani (il Treccani, il Garzanti, l'Hoepli) segnalano sopraluogo, con una sola l-, come forma meno comune che rimanda alla forma con due l-, per questo motivo ve ne sconsigliamo l'utilizzo.

Qual è il significato di sopralluogo? Cosa vuol dire?

Secondo il dizionario della lingua italiana vuol dire: fare un'ispezione, fare un'indagine. Si tratta della composizione tra le parole "sopra" e "luogo".

Frasi con sopralluogo

Ecco alcune frasi con sapralluogo, che vi aiuteranno a comprenderne meglio il significato e il contesto ideale in cui utilizzarlo:

  • In mattinata c'è già stato un primo sopralluogo dei Carabinieri. Sul posto anche i Vigili del Fuoco per accertare le dinamiche di quanto è accaduto.
  • I Carabinieri del Nas, in collaborazione con l'azienda sanitaria, hanno effettuato un primo sopralluogo nel ristorante.

Qual è il plurale di sopralluogo?

Il plurale di sopralluogo è sopralluoghi.

Frasi con sopralluoghi

Per completezza, vi forniamo alcune frasi con sapralluoghi:

  • Ciò consentirà nella giornata di domani, di procedere con i primi sopralluoghi presso le abitazioni e i locali commerciali.
  • Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti domani sarà in Sicilia per alcuni sopralluoghi.
  • Avviati i sopralluoghi per l'installazione di nuove tecnologie di difesa dagli incendi.

Non dovreste avere più dubbi di questo genere ma, qualora vogliate saperne di più, vi forniamo le spiegazioni per quesiti molto simili a quello appena analizzato:


Progetto

Proggetto

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Si scrive PROGETTO, con una G. Proggetto è un grave errore grammaticale!


Correggere

Coreggere

Corregere

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Per scrivere "correggere" in maniera corretta bisogna raddoppiare sia la R che la G.

Dunque, se scrivevate coreggere o corregere, correggetevi!!

A proposito di "correggere", è celebre e impressa nella nostra memoria la frase pronunciata al mondo da Papa Giovanni Paolo II, il giorno della sua elezione, dal balcone di Piazza San Pietro "Se mi sbaglio, mi corrigerete".


Aeroporto

Aereoporto

Areoporto

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La forma corretta è solo AEROPORTO (così come AEROPLANO).

Perchè si scrive AEROPORTO, senza la E tra la R e la O, ma si scrive AEREO?

Tutto nasce da AEROPLANO, che è una parola di origine francese formata con il prefisso "-aero" (aria), da cui poi sono derivate tutte le parole: aeronautica, aerosol, aerostato, aeroporto.

La variante AEREOPORTO, causata dall'interferenza con la parola "aereo", è SCORRETTA, così come la forma AREOPORTO!

La parola "aereo" non è, come molti potranno pensare, la forma abbreviata della parola "aeroplano", ma la forma sostantiva dell'aggettivo aèreo (latino aèreus).


Deficiente

Deficente

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Se vi state chiedendo come si scrive deficente o deficiente, la risposta è DEFICIENTE, con la i. L'aggettivo, infatti, deriva dalla forma originaria latina deficiens (participio presente del verbo DEFICIO), che ha una I tra la consonante C e la vocale E.

La stessa regola è valida ed è applicabile per il sostantivo deficienza (e non deficenza) o per deficienti (e non deficenti).

Il verbo latino DEFICIO, tra i vari significati che può assumere, ha pure quello di "mancare". Il deficiente, quindi, è colui che manca di qualcosa. Il vocabolo viene, molto spesso, utilizzato per insultare qualcuno, eppure è molto utilizzato anche in ambito medico.

Il termine "deficit", utilizzato soprattutto in ambito economico e medico, è la terza persona singolare del presente indicativo del verbo latino DEFICIO.


Ci impegniamo

Ci impegnamo

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Si scrive "ci impegniamo", con la i.

Anche se apparentemente contraddice la regola secondo cui il gruppo consonantico gn non vuole la i, la i è obbligatoria, in quanto parte integrante della desinenza.

La desinenza della prima persona plurale dell'indicativo presente, infatti, è -iamo (noi dormiamo, noi mangiamo, noi lavoriamo, noi giochiamo ecc...).

La "i" in questione appartiene alla desinenza verbale e non può essere eliminata. Riportiamo tutta la coniugazione dell'indicativo presente del verbo "impegnarsi":

io mi impegno, tu ti impegni, egli si impegna, noi ci impegniamo, voi vi impegnate, essi si impegnano.

La stessa regola è valida per la prima e la seconda persona plurale del congiuntivo presente:

che io mi impegni, che tu ti impegni, che egli si impegni, che noi ci impegniamo, che voi vi impegniate, che essi si impegnino.

Dunque, ricordatevi che i verbi in -gnare, in -gnere, in -gnire vogliono la "i" se questa fa parte della desinenza.


Ognuno

Ogniuno

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Ogniuno in italiano non esiste. Si scrive ognuno, senza  i.

A proposito di ognuno, riportiamo una simpatica storiella in cui "Ognuno" è protagonista insieme a Qualcuno, Ciascuno e Nessuno:

 "Questa è la storia di 4 persone, chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno. C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro che Qualcuno lo avrebbe fatto. Ciascuno poteva farlo, ma Nessuno lo fece, Qualcuno si arrabbiò perché era il lavoro di Ognuno. Ognuno pensò che Ciascuno potesse farlo, ma Nessuno capì che Ognuno l'avrebbe fatto. Finì che Ognuno incolpò Qualcuno perché Nessuno fece ciò che Ciascuno avrebbe potuto fare".


Purtroppo

Pultroppo

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Si scrive PURTROPPO. Pultroppo in italiano non esiste, contrariamente alla convinzione di molte persone.

Purtroppo è un avverbio di modo, il cui significato è " sfortunatamente, malauguratamente".

 


Gratis

A gratis

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Quando diciamo gratis noi parliamo latino. Gratis, infatti, è la forma contratta del latino gratiis, che, a sua volta, è l'ablativo plurale di GRATIA, AE = grazia, favore, benevolenza. Gratiis, dunque, vuol dire "per i favori, grazie alle benevolenze".

Talvolta usiamo l’avverbio gratis con valore di aggettivo: “la festa è gratis”, cioè gratuita.

"A gratis" è uno strafalcione che pertiene perlopiù a un registro popolare, un erroraccio, forse nato per il parallelismo con l’espressione opposta "a pagamento".

L'intera locuzione latina è Gratis et amore Dei, che, tradotta letteralmente, significa "per grazia e per amore di Dio", cioè senza ottenere un compenso, senza guadagnarci.


Proprio

Propio

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L'idea di proporre tale quesito è nata dopo aver personalmente visto scrivere "propio", in più di un'occasione.

Qualsiasi dizionario di italiano considera "propio" una forma errata. Allora perchè è più diffusa di quanto si possa immaginare?

Il Grande Dizionario Italiano di Aldo Gabrielli, edito da HOEPLI, rinvia la forma "propio" a "proprio"; ciò significa che la forma corretta è la seconda e non la prima. 

"Propio" è una parola tipica dei dialettismi e dell'italiano cosiddetto "popolare", tipico di coloro che, non conoscendo bene la lingua e utilizzando soprattutto il dialetto, commettono errori di vario genere.

Piccola curiosità: anticamente la forma "propio" era comune anche nella lingua scritta:

 "s’io vedessi la propia persona" (G. Boccaccio, Decameron).

Anticamente però! Oggi non è corretta!


Se no

Sennò

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Si possono scrivere e sono corrette entrambe le forme. Sennò è la grafia univerbata di se no, registrata da tutti i vocabolari. La congiunzione "se" è un monosillabo cogeminante (che causa, cioè, il raddoppiamento fonosintattico della consonante successiva).

Dunque, utilizzate la forma che più preferite!

Un'ultima precisazione: l'importante è che non scriviate senò, forma errata in quanto non rispetta le leggi fonetiche della lingua italiana.


Meno male

Menomale

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Altra questione non così semplice come potrebbe sembrare a prima vista!

L'interiezione "meno male" si scrive tutta attaccata o staccata? La risposta a questa domanda non è univoca!

La locuzione più corretta è quella staccata, cioè meno male; tuttavia viene considerata non errata anche quella attaccata, menomale; quest'ultima, però, è più arcaica e usata raramente. 

Il Grande Dizionario della Lingua Italiana, edito da HOEPLI e scritto da Aldo Gabrielli, per esempio, alla voce "meno male" riporta entrambe le forme:

"menomale [me-no-mà-le] o meno male interiez. raro Per fortuna, fortunatamente (esprime soddisfazione o sollievo): m. che ce l'hai fatta!"

Conclusione: sebbene entrambe le forme siano corrette, quella staccata "meno male" è senza dubbio la più diffusa, nonché quella da noi privilegiata.


Di fronte

Difronte

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I dubbi relativi alla corretta grafia di congiunzioni, avverbi, locuzioni avverbiali e preposizionali sono frequenti tra gli utenti del web (e non solo). A chi non è mai capitato di chiedersi "Si scrive di fronte o difronte? Attaccato o Staccato?". Di fronte è una di quelle parole che può essere scritta sia separata che unita (di fronte o difronte), sebbene la forma unita difronte sia meno comune (a confermare quanto affermato sono l'Accademia della Crusca e il Dizionario Treccani); noi preferiamo la forma separata di fronte.

Diffusione sul web delle due forme

Come abbiamo già scritto, per l'Accademia della Crusca e i principali dizionari la grafia unita, difronte, è meno diffusa; tale affermazione ha un riscontro anche sul web? La risposta è sì; la ricerca delle due forme su Google restituisce i seguenti numeri: difronte, scritto unito, restituisce circa 1.200.000 risultati su Google; di fronte, scritto separato, circa 38.800.000 risultati.

Cosa vuol dire di fronte? Qual è il suo significato? Quali sono i suoi sinonimi? E i suoi contrari?

Quando viene utilizzato come locuzione avverbiale o aggettivale di fronte significa "davanti", "di faccia", "dirimpetto"; quando, invece, viene seguito dalla preposizione semplice a, può diventare anche una locuzione prepositiva, il cui significato, proprio e figurativo, è "a confronto di", "in paragone a".

Per quanto riguarda la sua etimologia, la parola deriva dal latino frontem (accusativo femminile singolare del vocabolo frons, frontis).

I contrari di di fronte sono: dietro a, di spalle.

Di fronte o Di fronte a? Di fronte la o Di fronte alla?

"Ho lasciato l'auto di fronte a casa" o "Ho lasciato l'auto di fronte casa"?, "Vieni a prendermi alla fermata di fronte alla scuola" o "Vieni a prendermi alla fermata di fronte al scuola"? Come già avviene per la parola "vicino", l'omissione della a dopo di fronte è un errore commesso da molti; per non sbagliare dovete tenere sempre a mente che solamente le forme "di fronte a", "di fronte alla" e "di fronte alle" sono corrette.

Frasi con di fronte

  • Perfino Luca, che non è poi neanche così intelligente, di fronte a lui sembrerebbe genio.
  • Rissa con accoltellamento, questa notte, di fronte al bar.
  • Ci si aspettava che di fronte al moltiplicarsi delle violenze, la polizia avrebbe reagito.
  • Guarda nello scaffale di fronte.
  • Non ho potuto far nulla per evitarlo, me lo sono trovato di fronte all'improvviso.
  • Cosa dovrei risponderti? Mi stai informando solamente adesso, di fronte al fatto compiuto.

Insieme con

Insieme a

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 Abbiamo già trattato dell'uso di insieme/assieme (http://comesiscrive.it/dubbi/insieme-o-assieme/). Adesso la questione che poniamo è un'altra: insieme a e insieme con possono essere usate indistintamente? 

La risposta è affermativa: si possono scrivere e usare entrambe le forme. Insieme con è la forma più antica e, teoricamente, anche la più corretta. L'alternativa insieme a si è poi imposta con l'uso, forse per la sua maggiore scorrevolezza.  In effetti, pronunciare "insieme con noi" non è proprio il massimo musicalmente, mentre "insieme a noi" ha un suono di gran lunga più fluido!

Non scrivete né dite "assieme con".


Glielo

Glie lo

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Il pronome personale gli può fondersi in un’unica parola con i pronomi lo, la, li, le, ne, da cui è seguìto, variando la forma in glie. Si avranno quindi:

  1. gli (--> glie) + lo = glielo
  2. gli (--> glie) + la = gliela
  3. gli (--> glie) + li  = glieli
  4. gli (--> glie) + le = gliele
  5. gli (--> glie) + ne = gliene

Tuttavia i pronomi mi, ti, si, ci, vi, seguíti da lo, la, li, ne, trasformandosi in me, te, se, ce, ve, formano i pronomi composti me lo, me la, me li, me ne, te ne, te lo, te la, te li, te ne, se lo, se la, se li, se ne, ce lo, ce la, ce li, ce ne, ve lo, ve la, ve le, ve ne i quali si scrivono con i due termini distinti.

Preso atto di ciò, il pronome gli, al pari dei suoi simili, si può anche scrivere con due termini distinti:

glie lo, glie la, glie li, glie le, glie ne.

Questo naturalmente non è possibile quando questi pronomi composti costituiscono il suffisso di una forma verbale; in tali casi andranno necessariamente scritti con una parola sola (es.: farglielo, mandarglielo...).

I vocabolari italiani oggi riportano la forma contratta, benché la forma staccata "glie lo" sia la forma originaria con cui si scriveva questo pronome. Noi, personalmente, preferiamo la forma contratta glielo/gliela ecc...

Attenzione a non confondere il pronome glielo con "gliel'ho"!!! (errore di gran lunga comune)

Es.: Se hai trovato il libro, glielo puoi portare? GLIELO---> composto da glie = a lui (pronome personale con la funzione di complemento di termine) + lo = il libro (pronome personale con la funzione di complemento oggetto), quindi la "LO" di "GLIELO" (perdonate il gioco di parole) in questo caso è un pronome.

Es.: Gliel'ho già fatto notare! (= ho già fatto notare questo a lui)

In questa frase gliel'ho equivale a gli (glie) + lo + ho. Lo + ho, se pronunciati consecutivamente, non suonano molto bene; per tale motivo glielo perde la sua ‘o’ finale e segnala questa "caduta" con l'apostrofo, mentre il verbo avere rimane inalterato nella forma di ‘ho’. La forma gliel'ho, dunque, si usa quando il verbo avere segue il pronome.


Acchito

Acchitto

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Anche se molti pronunciano "acchitto", si scrive e si dice solo ACCHITO, con una T.

Il termine acchito è relativo al gioco del biliardo e indica la mossa iniziale con la quale un giocatore manda la propria palla in un punto sfavorevole per l'avversario; indica, inoltre, la posizione della palla all'inizio del gioco.

Ma questo termine è a noi noto grazie alle più frequenti locuzioni "di primo acchito, a primo acchito", entrate nell'uso comune.


In effetti

Ineffetti

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La locuzione avverbiale in effetti si scrive solo ed esclusivamente staccata!


Insieme

Assieme

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Entrambe le forme possono essere utilizzate. Le due parole sono diverse per etimologia, ma non per significato e funzione.

Possono rivestire la funzione di avverbio (es.: Faremo questo progetto insieme (o assieme)) e di preposizione impropria (es.: Vado alla festa insieme (o assieme) ai miei amici).

Insieme è più antico di assieme; il primo, infatti, è attestato dal XIII secolo, mentre assieme risale alla metà del XV secolo.

Per quanto riguarda l'etimologia,  insieme deriva dal latino classico INSIMUL, composto dal rafforzativo IN e SIMUL (= insieme). Assieme è nato da insieme e ne deriva per scambio di prefisso (ad- con assimilazione della dentale).

Conclusione: ciascuno scriva e/o usi la forma che più gli piace!